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EPISTOLA
QUAMQUAM SATIS
DEL PAPA BENEDETTO XV
AL R.P. DON LUIGI ORIONE
RETTORE DELLA PICCOLA OPERA
DELLA DIVINA PROVVIDENZA,
IN OCCASIONE DEL 25° ANNO DI SACERDOZIO
 

Diletto Figlio,
salute e Apostolica Benedizione.

Quantunque riteniamo che tu conosca bene quanto affetto nutriamo per te, tuttavia non vogliamo perdere l’occasione di manifestarti l’animo Nostro nella ricorrenza del venticinquesimo anniversario del tuo sacerdozio. Infatti, poiché tu hai vissuto tutto questo arco di vita non solo per te stesso ma per il bene comune, come si addice a un buon sacerdote, né hai limitato la tua sollecitudine per la salute delle anime entro i confini della tua diocesi nativa, dedicando tutto te stesso al perpetuo vantaggio della Santa Chiesa, è doveroso da parte Nostra congratularCi tra i primi per codesto fausto giorno che rinnova la memoria della fruttuosa tua opera. E ciò facciamo con gioia, tanto più che nulla è così evidente come la tua pietà e la tua fede, piena di zelo e di ossequio verso questa Sede Apostolica. Tutti sanno con quale premura ti dedicasti al servizio del Predecessore Nostro di felice memoria Pio X e di Noi stessi, investito da un duplice e assai arduo incarico, allorché uno spaventoso terremoto, nello Stretto di Sicilia, distrusse ogni cosa, e ancora quando la regione della Marsica subì la stessa calamità. Certamente, l’amplissima facoltà che ti fu data, anche in altro momento, di soccorrere gli infelici, tu hai saputo usarla, grazie a Dio, con zelo e saggezza, per cui hai adempiuto in tutto i voti e le attese di entrambi Noi. Sarà tuo impegno trarre da questa Nostra testimonianza di stima per te, la volontà di insistere anche ora, e con crescente solerzia, nell’alleviare le altrui miserie, confidando nella divina Provvidenza. Conclusa infatti l’atroce guerra, cresciuta in modo incredibile ogni sorta di bisogni tra la gente, si è aperto un campo immenso alla carità cristiana: in esso può manifestarsi utilmente l’operosa virtù di chi ti assomiglia. Inoltre Noi, per accrescere il gaudio di codesta pia ricorrenza, ti inviamo come piccolo dono un calice sacrificale; e in più ti concediamo la facoltà di impartire la benedizione Papale, una volta nel corso dell’anno, dopo il compimento del santo anniversario, ai presenti nelle singole sedi del tuo Sodalizio, con il plenario perdono dei peccati da lucrare alle solite condizioni.

Verrà presto il momento propizio per trasferire nell’Urbe questa tua potestà, quando la nuova sede curiale di tutti i Santi fuori le mura, che lo stesso Predecessore ha affidato per sempre al tuo governo, sarà ritualmente consacrata. Peraltro Cristo Signore non privi mai del Suo onnipotente aiuto te che ti affatichi a favore dei Suoi piccoli fratelli.

Quale auspicio e testimonianza della Nostra paterna benevolenza, a te, diletto figlio, e a tutti i cooperatori, alunni e fautori del tuo istituto impartiamo con grande affetto l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 2 aprile 1920, nel sesto anno del Nostro Pontificato.

 

BENEDICTUS PP. XV

 

© Copyright - Libreria Editrice Vaticana

 



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