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VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DEL CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE DELL'INDIA

[MUMBAI, 12-15 NOVEMBRE 2015]

 

Caro Fratello, Sua Beatitudine Cardinale Thottunkal Baselios Cleemis, Presidente della Conferenza episcopale,
caro Fratello Cardinale Oswald Gracias, Presidente del Comitato organizzativo del Congresso Eucaristico Nazionale,
amati Vescovi della Conferenza episcopale dell’India, cari fratelli sacerdoti, religiosi e religiose, credenti in Gesù Cristo, e tutte le persone di buona volontà in India,

È con grande gioia che vi saluto mentre vi riunite per il Congresso Eucaristico Nazionale. Il Congresso Eucaristico è di grande rilievo, poiché segna l’anniversario del giubileo d’oro del Congresso Eucaristico Internazionale, che si è tenuto a Mumbai nel 1964 ed è stato il primo Congresso Eucaristico Internazionale presieduto da un Papa. Il Congresso Eucaristico Nazionale acquisisce un ulteriore sapore speciale per il fatto che si svolge nell’imminenza dell’apertura del Giubileo straordinario della misericordia, che ho tanto desiderato celebrare. Il tema scelto per il Congresso Eucaristico, Nutriti dall’Eucaristia per nutrire gli altri, è certamente importante e ispirante.

Il Congresso Eucaristico è un dono di Dio non soltanto per i Cristiani in India, ma anche per l’intera popolazione di un Paese così diverso culturalmente e tuttavia tanto ricco spiritualmente. Per migliaia di anni l’India è stata permeata dal desiderio di verità, dalla ricerca del divino, dall’impegno per la bontà e la gentilezza. Mentre celebrate questo grande evento, tornano in mente le parole di Papa Paolo VI nel suo discorso ai membri delle religioni non cristiane il 3 dicembre 1964: «L’Eucaristia è la commemorazione di Gesù Cristo e del suo amore per Dio, il Padre nei cieli, e per tutti gli uomini, un amore fino alla morte. Questo amore di Gesù non è una questione del passato; è volto a rimanere presente e a vivere in ogni cuore umano. Cristo è caro anche a questo Paese, non solo a quanti sono cristiani — essi sono una minoranza —, ma ai milioni di persone che hanno imparato a conoscerlo e ad amarlo come un’ispirazione di amore e di sacrificio di sé».

L’Eucaristia, come giustamente evidenzia il tema scelto, ci nutre. Come ho sottolineato nell’omelia del Corpus Domini, «l’Eucaristia attualizza l’Alleanza che ci santifica, ci purifica e ci unisce in comunione mirabile con Dio. Così impariamo che l’Eucaristia non è un premio per i buoni, ma è la forza per i deboli, per i peccatori. È il perdono, è il viatico che ci aiuta ad andare, a camminare» (4 giugno 2015).

Gli esseri umani in tutto il mondo hanno oggi bisogno di nutrimento. E questo nutrimento non serve solo a soddisfare la fame fisica. Ci sono altri tipi di fame: di amore, di immortalità, di vita, di affetto, di cure, di perdono, di misericordia. Questa fame può essere saziata solo con il pane che giunge dall’alto. Gesù stesso è il pane vivo che dà vita al mondo (cfr. Gv 6, 51). Il suo corpo offerto per noi sulla croce, il suo sangue versato per il perdono dei peccati dell’umanità, ci è reso disponibile nel pane e nel sangue dell’Eucaristia, trasformato con la consacrazione.

Ma l’Eucaristia non finisce con la partecipazione al corpo e al sangue del Signore. Ci porta alla solidarietà con gli altri. La comunione con il Signore è necessariamente una comunione con i nostri fratelli e le nostre sorelle. E per questo, colui che viene alimentato e nutrito con il corpo e il sangue stessi di Cristo non può rimanere indifferente quando vede i suoi fratelli che soffrono il bisogno e la fame. Coloro che sono nutriti dall’Eucaristia sono chiamati a portare la gioia del Vangelo a quanti non l’hanno ricevuta. Rafforzati dal Pane vivo, siamo chiamati a portare speranza a quanti vivono nelle tenebre e nella disperazione. «E nell’Eucaristia il Signore ci fa percorrere la sua strada, quella del servizio, della condivisione, del dono, e quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza, perché la potenza di Dio, che è quella dell’amore, scende nella nostra povertà per trasformarla» (Omelia nella solennità del Corpus Domini, 2013).

Che questo Congresso Eucaristico sia una sorgente di luce per tutta la gente in India, che sia portatore di grande gioia e felicità, che sia per i miei fratelli e le mie sorelle indiani un’occasione per riunirsi in unità e amore. Che tutti coloro che partecipano a questo Congresso Eucaristico camminino al fianco di Maria nostra Madre cantando il Magnificat per tutto ciò che il Signore ha fatto per noi.

Benedico tutti voi, cari fratelli e care sorelle in India. Che Dio sia con ognuno di voi e con il vostro grande Paese.

 


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