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VIDEOMESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
IN OCCASIONE DELL'ASSEMBLEA TRIENNALE DEI GIOVANI ORGANIZZATA
DALLA CONFERENZA EPISCOPALE DELLE ANTILLE (AECYA)

 

Buongiorno!

Saluto con affetto voi giovani che volete trasformare la famiglia dei Caraibi. Un bel lavoro! Si vede che avete grinta e volete lottare. Andate avanti.

È un tema che vi sfida, voi siete giovani, ma mi domando: siete giovani o giovani invecchiati? Perché se siete giovani invecchiati non potrete fare nulla. Dovete essere giovani “giovani”. Con tutta la forza della gioventù per trasformare. E la prima cosa che dovete fare è vedere se vi “siete sistemati”. No, se vi siete sistemati, la cosa non va. Quanti di voi si sono sistemati devono smuoversi e iniziare a lottare. Volete trasformare, volete portare avanti e avete fatte vostre le direttive dell’Esortazione post-sinodale sulla famiglia, per portare avanti la famiglia, per trasformare la famiglia dei Caraibi. Portarla avanti oggi per domani, ossia nel presente per il futuro. E oggi voi, per capire il presente, dovete saperla descrivere, saperla comprendere per affrontare il domani. E nel cammino da oggi a domani avete bisogno della dottrina sulla famiglia e l’avete nel capitolo quarto dell’Esortazione: lì sta il nucleo. Studiatelo. Vedetelo e avrete i modelli per andare avanti. Ma oggi e domani. Ci resta ieri. Non si può guardare al domani senza guardare a ieri. Non si può guardare al futuro senza riflettere sul passato. Voi vi preparate per trasformare qualcosa che vi è stato dato dai vostri anziani. Ricevete storia di ieri, ricevete tradizioni di ieri. Avete radici e su questo voglio soffermarmi un minuto: non puoi fare nulla nel presente né nel futuro se non sei radicato nel passato, nella tua storia, nella tua cultura, nella tua famiglia; se non hai le radici ben piantate. Dalla radice ti verrà la forza per andare avanti. Tutti noi e voi non siamo stati fabbricati in un laboratorio, abbiamo questa storia, queste radici, e ciò che facciamo, i frutti che diamo, la bellezza che possiamo creare poi, provengono da queste radici.

Un poeta finisce il suo grande poema con questo verso: «ciò che l’albero ha di fiorito vive di ciò che ha sepolto». Guardate indietro anche per avere radici, guardare ai vostri nonni, guardare ai vostri anziani e parlate con loro, prendete tutto ciò e portatelo avanti. Trasformando, ma lì avrete le radici, la forza per trasformare la famiglia. Ė una tensione trasformante. Non si può trasformare senza tensione.

Vi ho detto che il nucleo di Amoris laetitia è nel capitolo quarto. Come vivere l’amore. Come vivere l’amore della famiglia. Parlate tra di voi sul capitolo quarto. Lì troverete molta forza per andare avanti e fare la trasformazione. E non vi dimenticate di una cosa: che l’amore ha forza propria. E l’amore non finisce mai. San Paolo dice: la fede e la speranza finiranno quando saremo con il Signore, invece l’amore continuerà con il Signore (cfr. 1 Cor 13, 13). Voi state trasformando qualcosa che è per tutta l’eternità. Quella forza propria che resterà per sempre. Che bel lavoro vi siete messi a fare. Andate avanti. Che Dio vi benedica, prego per voi e, per favore, non vi dimenticate di pregare per me. Ciao.


(da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVIII, n.160, 17/07/2018)



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