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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SPAGNOLA
IN OCCASIONE DEL CONGRESSO NAZIONALE DEI LAICI

[MADRID, 14-16 FEBBRAIO 2020]

 

All’Eminentissimo
Cardinale Ricardo Blázquez Pérez
Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola

Mi rivolgo a lei, come anche all’amato Cardinale Carlos Osoro Sierra, Arcivescovo di Madrid, e a tutti i fratelli vescovi, sacerdoti, religiosi e, in modo particolare, ai fedeli laici, in occasione del Congresso Nazionale che celebrate con il tema: “Popolo di Dio in uscita”.

Per arrivare a questa celebrazione avete percorso un lungo cammino di preparazione, e questo è bello, camminare insieme, fare “sinodo”, condividendo idee ed esperienze a partire dalle diverse realtà in cui siete presenti, per arricchirsi e far crescere la comunità in cui si vive.

È significativo che iniziate questo Congresso nel giorno in cui la Chiesa fa memoria dei santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa. Essi diedero impulso a una grande evangelizzazione in questo continente, portando il messaggio del Vangelo a quanti non lo conoscevano, rendendolo comprensibile e vicino alle genti del loro tempo, con un linguaggio e forme nuove. Con il loro ingegno e la loro testimonianza, furono capaci di portare la luce e la gioia del Vangelo a un mondo complesso ed ostile. Il frutto fu di vedere come molti credevano e aderivano alla fede, formando una comunità; una porzione del Popolo di Dio cominciò a camminare in quella vasta regione del continente, e continua a farlo ancora oggi sotto la protezione di quei due fratelli evangelizzatori.

Questo ci indica — come afferma il motto del Congresso — che siamo Popolo di Dio, invitati a vivere la fede, non in modo individuale e isolato, ma nella comunità, come popolo amato e caro a Dio. Gli apparteniamo, e questo implica non solo essere stati incorporati a Lui per mezzo del battesimo, ma anche vivere coerentemente con questo dono ricevuto. Perciò è fondamentale prendere coscienza del fatto che facciamo parte di una comunità cristiana. Non siamo un raggruppamento qualsiasi, e neppure una Ong, ma la famiglia di Dio convocata attorno a uno stesso Signore. Ricordarlo ci porta ad approfondire ogni giorno la nostra fede: un dono che si vive nell’azione liturgica, nella preghiera comune di tutta la Chiesa, e che deve essere annunciato. È il popolo convocato da Dio, che cammina sentendo l’impulso dello Spirito, che lo rinnova e lo fa tornare a Lui, volta dopo volta, per sentirci una cosa sua.

E questo Popolo di Dio in uscita vive in una storia concreta, che nessuno ha scelto, ma che gli viene data, come una pagina in bianco su cui scrivere. È chiamato a lasciarsi alle spalle le proprie comodità e a fare un passo verso l’altro, cercando di dare ragione della speranza (cfr. 1 Pt 3, 15), non con risposte prefabbricate, bensì incarnate e contestualizzate per rendere comprensibile e accessibile la Verità che come cristiani ci muove e ci fa felici.

Per questo è necessaria quella libertà interiore capace di lasciarsi toccare dalla realtà del nostro tempo e avere il coraggio di andarle incontro. Il mandato missionario è sempre attuale e torna a noi con la forza di sempre, per far risuonare la voce sempre nuova del Vangelo in questo mondo in cui viviamo, in particolare in questa vecchia Europa, nella quale la Buona Novella si vede soffocata da tante voci di morte e di disperazione.

La Parola viva di Dio ha bisogno di essere predicata con passione e gioia attraverso la testimonianza cristiana, per poter abbattere anche i muri più alti che isolano ed escludono. È la vostra ora, è l’ora di uomini e donne impegnati nel mondo della cultura, della politica, dell’industria... che con il loro modo di vivere siano capaci di portare la novità e la gioia del Vangelo ovunque si trovino. Vi incoraggio a vivere la vostra vocazione immersi nel mondo, ascoltando, con Dio e con la Chiesa, i battiti dei vostri contemporanei, del popolo. E vi chiedo, per favore, di evitare a ogni costo le “tentazioni” del laico all’interno della Chiesa, che possono essere: il clericalismo, che è una piaga e vi rinchiude nella sacrestia, come anche la competitività e il carrierismo ecclesiale, la rigidità e la negatività..., che soffocano la specificità della vostra chiamata alla santità nel mondo attuale.

Non abbiate dunque paura di calpestare le strade, di entrare in ogni angolo della società, di giungere fino ai limiti della città, di toccare le ferite della nostra gente... questa è la Chiesa di Dio, che si rimbocca le maniche per andare incontro all’altro, senza giudicarlo, senza condannarlo, ma tendendogli la mano, per sostenerlo, incoraggiarlo, o semplicemente accompagnarlo nella sua vita. Che il mandato del Signore risuoni sempre in voi: “Andate e predicate il Vangelo” (cfr. Mt 28, 19).

Vi incoraggio nel vostro compito e impegno, e prego il Signore affinché questo Congresso possa dare frutti abbondanti.

E, per favore, vi chiedo di pregare per me.

Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi custodisca.

Fraternamente,

Francesco

 

Roma, presso San Giovanni in Laterano, 14 febbraio 2020
Festa dei santi Cirillo e Metodio, Patroni dell’Europa


da L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLX, n. 37, 15/02/2020



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