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DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AGLI STUDENTI DELLA "INSTITUTION DES CHARTREUX" DI LYON (FRANCIA)

Sala Clementina
Giovedì, 19 ottobre 2017

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Cari fratelli e sorelle,

vi accolgo con gioia in occasione del vostro soggiorno culturale e spirituale che state trascorrendo a Roma. Con voi saluto cordialmente il Superiore dell’Istituzione dei Chartreux e i professori che vi accompagnano, senza dimenticare tutti quelli che sono rimasti a Lione, anche il Cardinale Barbarin.

Voi siete impegnati in un corso di studi che vi prepara a entrare in grandi scuole commerciali e che, quando sarà il momento, vi permetterà di svolgere una professione nel mondo della finanza internazionale. Sono lieto di sapere che la vostra formazione accademica comprende una forte dimensione umana, filosofica e spirituale, e di questo ringrazio Dio. Infatti, è essenziale che, fin da ora e nella vostra vita professionale futura, impariate a rimanere liberi dal fascino del denaro, dalla schiavitù in cui il denaro rinchiude quanti gli rendono un culto. Ed è anche importante che possiate acquisire oggi la forza e il coraggio di non obbedire ciecamente alla mano invisibile del mercato. Pertanto, vi incoraggio a trarre vantaggio dal tempo degli studi per formarvi a diventare promotori e difensori di una crescita nell’equità, artigiani di un’amministrazione giusta e adeguata della nostra casa comune, cioè il mondo (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 204; 206).

Qui a Roma voi vivete una forma di immersione nella storia che ha segnato così fortemente il sorgere delle nazioni europee. Ammirando ciò che il genio degli uomini e le speranze che essi hanno coltivato sono stati capaci di realizzare, abbiate a cuore, anche voi, di lasciare la vostra impronta nella storia. Infatti, avete la capacità di decidere del vostro futuro. Voglio ripeterlo: avete la capacità di decidere il vostro futuro. Per questo vi esorto a diventare responsabili di questo mondo e della vita di ogni uomo. Non dimenticate mai che «ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta, e sminuisce la [vostra] stessa dignità» (Catechesi, 20 settembre 2017). E, anche se questo mondo si aspetta da voi che puntiate al successo, datevi i mezzi e il tempo per percorrere i sentieri della fraternità, per costruire ponti tra gli uomini piuttosto che muri, per aggiungere la vostra pietra all’edificazione di una società più giusta e più umana.

In questa prospettiva, invito quanti di voi sono cristiani a rimanere sempre uniti al Signore Gesù con la preghiera, per imparare ad affidare tutto a Dio, e così non soccombere alla tentazione dello scoraggiamento o della disperazione. Vorrei anche dire, con rispetto e affetto, a quanti non sono cristiani: non dimenticate mai, nello sguardo rivolto sugli altri e su voi stessi, che «l’uomo sorpassa infinitamente l’uomo» (Blaise Pascal, Pensieri, frammento 122). E vi incoraggio tutti a lavorare per il bene, per diventare umilmente seme di un mondo nuovo.

Con questa speranza, affidando ciascuno di voi al Signore affinché possiate coltivare la cultura dell’incontro e della condivisione in seno all’unica famiglia umana, invoco di cuore la benedizione del Signore su di voi, sulle persone che vi accompagnano, come pure sulle vostre famiglie e sull’Istituzione dei Chartreux. Merci beaucoup!



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