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GIOVANNI PAOLO II

ANGELUS

Domenica, 24 luglio 1994

 

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Uno dei problemi centrali della prossima conferenza organizzata dall'ONU a Il Cairo su "popolazione e sviluppo", è la cosiddetta "esplosione demografica". Si tratta di un fenomeno complesso, che è oggetto di valutazioni non sempre convergenti. Stando ad alcune rilevazioni e previsioni statistiche, l'umanità nel suo complesso va crescendo ad un ritmo che potrebbe in futuro recare difficoltà alla stessa convivenza tra gli uomini. In non poche nazioni, invece, si registra una preoccupante crisi di natalità.

La Chiesa conosce il problema e non ne sottovaluta la portata. Proprio per questo, anche di recente, ha promosso e incoraggiato studi approfonditi, prendendo in considerazione i dati statistici e valutando i risvolti etici e pastorali.

Essa riconosce la responsabilità degli Stati in tale delicato ambito. Nel Catechismo è esplicitamente detto che la pubblica autorità può prendere "iniziative al fine di orientare la demografia della popolazione" (Cathechismus Catholicae Ecclesiae, n. 2372). Tali iniziative presuppongono ovviamente il senso di responsabilità delle famiglie. Come ho già avuto modo di ricordare, i coniugi devono prendere la loro decisione di procreare secondo una ragionevole progettualità, poggiata su una valutazione generosa e, nello stesso tempo, realistica delle loro possibilità, del bene del nascituro e di quello della stessa società, alla luce di criteri morali oggettivi (cfr. Giovanni Paolo II, Messaggio alla Sig.ra Nafis Sadik, 19 Marzo 1994: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVII, 1 (1994) 747). Queste cose vengono dette anche nel Messaggio della Santa Sede alle Nazioni Unite, alle istanze che preparano il Documento finale del Cairo.

2. Si incontrano, pertanto, in questa materia, l'etica della famiglia e l'etica della politica. La dimensione etica pone precisi limiti anche agli interventi degli Stati e della Comunità internazionale. Ad esempio, non è mai lecito intervenire "con imposizioni autoritarie e cogenti" (Cathechismus Catholicae Ecclesiae, n. 2372), volte ad esautorare i coniugi della loro responsabilità primaria ed inalienabile. E’ anche inaccettabile che si incoraggi l'uso di mezzi immorali, specialmente abortivi, per la regolazione delle nascite. E’ qui uno dei punti di contrasto radicale tra la Chiesa ed alcuni indirizzi emergenti. In verità, come non essere turbati di fronte al fatto che si è disposti a spendere ingenti somme di denaro per diffondere mezzi contraccettivi eticamente inammissibili, mentre ci si rifiuta di sviluppare il grande potenziale della "pianificazione familiare naturale"? Questa, oltre ad essere meno costosa, è certamente "di aiuto alle coppie nel mantenere la loro dignità umana nell'esercizio dell'amore responsabile" (cfr. Appello dei Cardinali in difesa della famiglia, su L'Osservatore Romano, 15 giugno 1994, p. 1).

E’ evidente che, per una retta soluzione della politica demografica, occorre intensificare l'impegno sia per una crescita delle risorse naturali ed economiche, sia per una loro più giusta distribuzione, nonché per una retta cooperazione internazionale nello sviluppo dei Paesi meno favoriti.

3. Invochiamo la Vergine Santa, perché apra gli occhi di quanti hanno responsabilità di fronte al futuro dell'umanità. I problemi, certo, sono seri e gravi. Ma l'aiuto di Dio non mancherà, se ci teniamo ben saldi alla sua legge. Maria Santissima ci ottenga, con la sua Preghiera materna, una profonda conversione del cuore.


Ai fedeli di lingua francese

Soyez les bienvenus, chers pèlerins de langue française qui prenez part à notre prière mariale de ce milieu du jour! Accueillez la grâce de Dieu en ce temps de vacances: le Seigneur veut vous combler de sa présence. Qu’il vous bénisse et qu’il vous garde!

Ai pellegrini di espressione linguistica inglese

I offer my warm greetings to all of you who have come here today to pray with me, commending you to the powerful intercession of Mary, the Mother of God. In particular, I welcome the members of the "Mater Dei High School Choir" from Santa Ana, California. Upon all here I cordially invoke the peace and joy of our Lord Jesus Christ.

Ai fedeli di lingua tedesca

Mein herzlicher Willkommensgrub gilt auch Euch, liebe Schwestern und Brüder aus den deutschsprachigen Ländern. Ich wünsche Euch, dab Ihr durch Euren Aufenthalt in Italien neue Kraft schöpfen könnt und Zeit findet für Mube und Besinnung. Euch und Euren Lieben erteile ich gerne meinen Segen.

Ai pellegrini di espressione linguistica spagnola

Deseo saludar con afecto a todos los peregrinos de lengua española aquí presentes y a quienes se unen espiritualmente al rezo del Ángelus por medio de la radio o de la televisión. Invocando la protección de la Virgen María y del Apóstol Santiago, cuya fiesta, de tanto arraigo en España y en muchos lugares de América, se celebra mañana, con gusto os imparto a vosotros y a vuestros seres queridos mi Bendición Apostólica.

Ai fedeli di lingua portoghese

Caríssimos irmãos e irmãs,

Saúdo cordialmente os visitantes de lingua portuguesa, a todos desejando felicidades, em Jesus Cristo Senhor. E que Ele vos ajude a viver segundo o seu Espírito, com um “ coração novo ”, pelos caminhos da justiça, do amor e da fraternidade.

Ai fedeli di lingua italiana

Desidero rivolgere ora un particolare saluto alle studentesse che partecipano al 18o Incontro universitario europeo, promosso dalla Fondazione RUI.

Saluto anche cordialmente i pellegrini italiani presenti e li ringrazio per essere venuti a trovarmi. Auguro a ciascuno di approfittare del periodo estivo per ritemprare le forze fisiche e spirituali, così da riprendere poi con rinnovato vigore le fatiche di ogni giorno, sostenuti soprattutto da Cristo, Pane di vita immortale.

Il Papa ha poi rinnovato il suo appello per i rifugiati del Rwanda:

Questo nostro incontro festoso non può farci scordare l'immane dramma che colpisce migliaia di persone innocenti nel Rwanda e nel vicino Zaire, dove hanno cercato rifugio.

Al genocidio ed alla disperata fuga, si aggiungono oggi le epidemie.

Chi può rimanere indifferente?

Mi è noto con quanta dedizione le organizzazioni caritative ecclesiali si adoperino per alleviare così indicibili sofferenze e desidero incoraggiare le diverse generose iniziative con le quali la comunità internazionale si prodiga nel soccorrere quelle martoriate popolazioni.

Mi rivolgo anche ai responsabili della vita pubblica in Rwanda affinché con assicurazioni adeguate e con segni concreti convincano i profughi a rientrare nella loro terra e nelle loro case.

La tragedia del Rwanda è un forte richiamo per la nostra coscienza; è un appello per la solidarietà.

Affido a Maria Santissima l'opera di soccorso compiuta da tanti uomini di buona volontà, e la sorte di tanti nostri fratelli la cui vita, oggi più che mai, dipende dalla nostra capacità di amare e di donare.

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 



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