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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
A FIRMA DEL CARD. AGOSTINO CASAROLI, SEGRETARIO DI STATO,
IN OCCASIONE DELLA GIORNATA UNIVERSITARIA 1989

Lunedì, 3 aprile 1989

 

Carissimo professore.

Nell’imminenza della “Giornata Universitaria 1989”, che si celebrerà il prossimo 9 aprile, sono particolarmente lieto di interpretare i sentimenti e di trasmettere l’augurio e l’incoraggiamento che il Santo Padre, come ogni anno, rivolge a lei, signor Rettore, al Corpo docente, agli alunni e al personale tutto di codesto Ateneo, oltre che all’intera comunità ecclesiale italiana in questa tradizionale occasione.

Sua Santità desidera che ogni fedele prenda rinnovata coscienza che l’Università Cattolica del Sacro Cuore è un bene preziosissimo della comunità cattolica italiana e dell’intero Paese. Essa, infatti, come ebbe ad affermare Paolo VI, è stata ed è “una testimonianza, una speranza, una forza del cattolicesimo italiano”, avendo saputo concretamente coniugare l’animazione evangelica della cultura col servizio al bene dei singoli e della società. Infatti, nei suoi quasi settant’anni di storia, essa ha dato all’Italia un numero incalcolabile di laureati, molti dei quali si sono distinti - per meriti, competenza, onestà e responsabilità - nei campi della ricerca scientifica, dell’educazione, dell’assistenza sanitaria e dell’attività politica.

Per questo motivo il Santo Padre affida nuovamente la vita, le sorti e lo sviluppo di codesto Istituto all’intera comunità cattolica italiana, al suo interessamento, alla sua vicinanza, alla sua condivisione e al suo concreto e generoso sostegno. Ciò si è verificato fin dalle origini, e perpetuato poi negli scorsi decenni. Oggi, tale impegno non deve venir meno né può affievolirsi di fronte alle nuove urgenze del momento, anche se è noto il lavoro paziente, discreto, intelligente, svolto ad ogni livello e secondo le più diverse responsabilità, per ottenere il riconoscimento e il sostegno effettivo delle istituzioni statali italiane, a motivo del servizio che codesta Università, al pari di altri Istituti scolastici non statali, offe al bene comune del Paese.

Con vivo compiacimento il Sommo Pontefice intende poi sottolineare la scelta del tema della prossima Giornata Universitaria: “L’insegnamento sociale della Chiesa”. La riflessione su tale argomento interessa direttamente l’intera Università, a partire dai suoi Centri di ricerca. Essi, infatti, nel loro cammino di indagine, affrontano tematiche diversamente connesse con l’insegnamento sociale della Chiesa: dall’economia alla politica, dalla famiglia alla bioetica, dalla pedagogia ai mezzi di comunicazione sociale e così via.

Già quasi trent’anni fa, Papa Giovanni XXIII sottolineava che “è indispensabile, oggi più che mai, che quella dottrina (sociale della Chiesa) sia conosciuta, assimilata, tradotta nella realtà sociale” (Ioannis XXIII Mater et Magistra, 230) ed esortava “ad estender(ne) l’insegnamento nei corsi ordinari e in forma sistematica a tutti i Seminari e a tutte le scuole cattoliche di ogni grado”. (Ioannis XXIII Mater et Magistra, 232). Da parte sua, fin dall’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II ha sottolineato, parlando a Puebla ai Vescovi latinoamericani, che “confidare responsabilmente in tale dottrina sociale, anche se alcuni cercano di seminare dubbi e sfiducia su di essa, studiarla con serietà, cercare di applicarla, insegnarla, esserle fedele è, in un figlio della Chiesa, garanzia dell’autenticità del suo impegno nei delicati ed esigenti doveri sociali”. E, ancor più recentemente, nell’Esortazione Christifideles Laici - riprendendo alcune espressioni dei Padri Sinodali circa l’esigenza di offrire ai laici la dovuta formazione nella dottrina sociale della Chiesa e la necessità che tale dottrina fosse “già presente nella istruzione catechistica generale, negli incontri specializzati e nelle scuole ed università” (cf. Synodi Episc. 1987 Propositio 22) - ha scritto che, “soprattutto per i fedeli laici variamente impegnati nel campo sociale e politico, è del tutto indispensabile una conoscenza più esatta della dottrina sociale della Chiesa” (Christifideles Laici, 60).

Questa importanza e questa urgenza emergono con tutto il loro pressante richiamo soprattutto oggi, di fronte alle sfide, e spesso alle ambiguità, del progresso, della scienza, della tecnica, dell’evoluzione sociale e politica e del complesso fenomeno della interdipendenza, che caratterizza la vita della società mondiale contemporanea (Sollicitudo Rei Socialis, 17).

In questa stessa enciclica, tutto questo viene espresso con particolare riferimento all’odierna difficile congiuntura. Nello stesso tempo, essa sottolinea che la dottrina sociale della Chiesa, il cui insegnamento e la cui diffusione appartengono alla missione evangelizzatrice della Chiesa, “non è una “terza via” tra capitalismo liberista e collettivismo marxista, e neppure una possibile alternativa per altre soluzioni meno radicalmente contrapposte: essa costituisce una categoria a sé. Non è neppure un’ideologia, ma l’accurata formulazione dei risultati di un’attenta riflessione sulle complesse realtà dell’esistenza dell’uomo, nella società e nel contesto internazionale, alla luce della fede e della tradizione ecclesiale. Suo scopo principale è di interpretare tali realtà, esaminandone la conformità o difformità con le linee dell’insegnamento del Vangelo sull’uomo e sulla sua vocazione terrena e insieme trascendente; per orientare, quindi, il comportamento cristiano” (Sollicitudo Rei Socialis, 41). Ne consegue che la dottrina sociale della Chiesa, di cui va riaffermata la continuità e il costante rinnovamento (Sollicitudo Rei Sociali, 13), appartiene a non al campo dell’ideologia, ma della teologia e specialmente della teologia morale” (Sollicitudo Rei Socialis, 41).

Tale appartenenza al campo specifico della teologia morale non ostacola certo la considerazione e lo sviluppo di questa dottrina nello ambito universitario; anzi rappresenta per esso uno sprone e impone una responsabilità particolare. Da un lato, infatti, la ricerca scientifica, nella sua legittima autonomia (Gaudium et Spes, 36); è sempre chiamata a coordinarsi con il riconoscimento del valore e della dignità dell’uomo, che sta alla base di tutta la dottrina sociale della Chiesa e dei suoi orientamenti. D’altro lato, il lavoro di ricerca, che trova in un’Istituzione universitaria la sua fucina più originaria ed autentica, è di fondamentale importanza per l’elaborazione e l’approfondimento della dottrina sociale della Chiesa. Essa, infatti, se attiene al campo della teologia morale, non può prescindere dall’interpellare l’esperienza vissuta, la storia, la cultura umana e le loro interpretazioni critiche, nella convinzione che l’esperienza umana è una fonte non trascurabile del sapere morale.

L’augurio del Santo Padre è che la riflessione su questo tema sproni la diletta Università Cattolica del Sacro Cuore a continuare nel cammino intrapreso di fedeltà e di attenzione alla dottrina sociale della Chiesa, anche mediante un insegnamento sistematico attraverso veri e propri corsi curricolari per gli studenti. Inoltre, l’auspicio è che codesta Università possa essere sempre più e sempre meglio luogo di autentica elaborazione culturale, di studio serio delle istanze emergenti dalla situazione contemporanea e di approfondito confronto tra tutti coloro che vogliono servire l’uomo ed agire per il bene comune. Così - anche attraverso il coinvolgimento diretto dei suoi docenti nelle varie iniziative ecclesiali volte alla formazione all’impegno sociale e politico, e mediante la condivisione della rinnovata proposta delle Settimane Sociali dei cattolici italiani - essa potrà aiutare le comunità cristiane ad analizzare la situazione del Paese, a chiarirla alla luce del Vangelo, ad attingere dall’insegnamento sociale della Chiesa principi di riflessione, criteri di giudizio e direttive di azione, e ad indicare le scelte da compiere per le trasformazioni sociali, economiche e politiche urgenti e necessarie (cf. Pauli VI Octogesima Adveniens, 4).

Con questi voti, il Sommo Pontefice imparte volentieri a lei, signor Rettore, ai professori, agli alunni ed all’intera famiglia della Università Cattolica una particolare benedizione apostolica, a cui si compiace di unire, in segno di affetto e di considerazione, una sua offerta (L. 100.000.000).

Profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio

della signoria vostra Illustrissima
devotissimo
Agostino Card. Casaroli,
Segretario di Stato.



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