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   CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DEL
PONTIFICIO ISTITUTO DI MUSICA SACRA

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII

Aula della Benedizione
Festività dell'Immacolata Concezione
Venerdì, 8 dicembre 1961

 

Sono trascorsi oltre cinquant'anni dal « Motu proprio » Inter pastoralis officii di S. Pio X, (1) che dava tono di particolare risonanza alle sollecitudini della Chiesa nel campo della Musica Sacra. Da allora, attraverso la Costituzione Apostolica Divini Cultus sanctitatem (2), e l'Enciclica Musicae Sacrae disciplinam (3), insieme alla Instructio de Musica Sacra et de S. Liturgia (4) della S. Congregazione dei Riti, è tutto un allinearsi di documenti solenni che attestano la cura continua di questa Sede Apostolica. Ed eccoci ora giunti alla Iucunda laudatio, che reca la data odierna della Festa dell'Immacolata, quasi a immergerne il significato nella luce splendente di candore, che irradia dalla Vergine Santissima.

La grazia della longevità non viene mai sola. Essa — questa Nostra degli 8o raggi — conduce con sè ricordi soavissimi di vita, e di buona partecipazione al fervore per le prescrizioni ecclesiastiche, e a fatti o celebrazioni storiche solenni.

Indimenticabile quella del marzo 1904 per il centenario di S. Gregorio Magno (+ 604). Messa in S. Pietro, in perfetto Gregoriano, con più di mille seminaristi. Noi vi assistemmo nella navata di S. Pietro : non cantando, ma gustando con gli occhi e con gli orecchi.

Il Santo Padre Pio X cantò colla sua bella voce. La ricorrenza di quel centenario ebbe celebrazione condegna. Quel 1904 fu l'anno della Nostra ordinazione sacerdotale, e tutto risonante per Noi di melodie Gregoriane.

Questo Urbanum Institutum Musicae Sacrae docendae ha motivo di compiacersi del suo sviluppo : i nomi dei promotori — dai primi araldi di questo apostolato, ben noto alla Nostra memoria, fino al benemerito diletto figlio Igino Anglés Pamies, che con tanto fervore lo presiede — hanno radunato una eredità di esperienze preziose per il cammino che ancor resta da compiere, ad ornamento e a letizia del culto sacro alla edificazione del popolo cristiano.

Questa però è tale materia che sempre vuol essere animata da vivacità di giovinezza, e da maturità di disciplina rispettosa delle prescrizioni, susseguitesi in questo mezzo secolo del Magisterium Musicae Sacrae. Questa è successione di collaborazione al sacro rito, che non ammette languori, o stanchezze di vecchiaia. Nella partecipazione alla liturgia della Chiesa — riti e canti — è ben naturale che il movimento liturgico, fermo alla tradizione antica, prosegua in perfetta consonanza di freschezza perenne di voci, ed in fervore di cuori. Per la celebrazione di questo cinquantenario abbiamo creduto bene di recare una partecipazione della Nostra umile persona che, sulle tracce dei Nostri Predecessori, Benedetto XV e gli ultimi tre Pii, segnasse nuovi incoraggiamenti a intensificare lo zelo e l'entusiasmo per questa parte del culto liturgico, che è fonte di tanta gioia spirituale.

Abbiamo voluto essere con voi nella celebrazione della santa Messa, in cui intendemmo cumulare colle Nostre intenzioni sacerdotali e pastorali le intenzioni di ciascuno di voi : ed insieme vi abbiamo recato, e vogliamo deporre Noi stessi nelle vostre mani, un documento in cui troverete espressioni di compiacimento del lavoro compiuto da questo Pontificio Istituto in mezzo secolo e di segnalazioni opportune per la continuazione del buon apostolato.

Leggendo bene vi troverete motivi di viva soddisfazione per il vostro spirito e di vera dolcezza, secondo le parole del Salmo, che sono riecheggiate all'inizio : Iucunda laudatio decoraque sit Deo nostro (5).

Sic decies, sic vicies, sic centies. Ad multos annos il Magisterium vivat, crescat, floreat, in Ecclesia Sancta.


(1) 22 nov. 1903: Acta Pii X, vol. I, pp. 75-87.

(2) 20 dic. 1929: A.A.S. XXI, 1929, pp. 33 ss.

(3) 25 dic. 1955: A.A.S. XLVIII, 1956, pp. 5 ss.

(4) 3 sett. 1958: A.A.S. L, 1958, pp. 630 ss.

(5) Cfr. Ps. 146, 1.

 



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