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 DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIIII
IN OCCASIONE DELLA VISITA UFFICIALE 
DEL CANCELLIERE
DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,
KONRAD ADENAUER
*

Palazzo Apostolico Vaticano
Venerdì, 12 gennaio 1960

 

Signor Cancelliere,

Con viva soddisfazione dell'animo Le porgiamo il cordiale benvenuto nell'atto di accoglierLa qui lietamente nella Nostra dimora. E godiamo di unirCi alla generale ammirazione del suo popolo per la fresca e vigorosa attività con cui Ella continua a dedicarsi alle alte funzioni del suo nobile ufficio.

In Lei, Signor Cancelliere, e nella sua distinta e religiosa famiglia, amiamo scorgere un tratto della buona Provvidenza celeste che premia i meriti di una vita passata attraverso dure prove con spirito cosciente ed elevato.

Ma oltre l'orizzonte domestico, così soave, in Lei salutiamo tutto il generoso popolo tedesco.

La successione di trent'anni di servizio della Santa Chiesa in vari paesi non Ci condusse in Germania, come il Nostro immediato Predecessore Pio XII di venerata memoria; ma l'affetto paterno che Ci lega alla cara Nazione è pari al buon ricordo che conserviamo delle regioni visitate, della conoscenza ed amicizia di persone avvicinate e della storia. che Ci è nota nei suoi particolari. Il Nostro pensiero va in questo momento alle antiche città, ricche di naturali incanti e di arte, e più ancora di cristiane memorie, che testimoniano la fede dei padri con le possenti e maestose cattedrali e con i severi monumenti di una gloriosa civiltà: la fede professata nel corso di prove durissime, anche negli ultimi decenni, dalle più vicine generazioni.

Gli occhi si volgono con serena speranza alle operose popolazioni, provviste di eccellenti doti di intelligenza, di volontà e di cuore, e a tutto ciò che nell'ordine delle arti e delle scienze attribuisce loro grande onore. Ed inoltre siamo lieti di rilevare come tra la Repubblica Federale Tedesca e la Sede Apostolica le buone relazioni siano auspicio di felice attività, di fattiva concordia. Non Ci sfugge che ad una propizia armonia di rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica Federale hanno efficacemente contribuito la fedeltà, la dignità, l'amor patrio dei cattolici tedeschi, dei quali è nota la fede consapevole e ardente, che si volge al sollievo di tante sofferenze, anche fuori dei confini della patria, e la fervida partecipazione alla vita della Chiesa, sotto la guida di Vescovi zelanti e solerti.

Per il carissimo popolo di Germania formuliamo paterni voti, auspicando un avvenire sempre più propizio, in una feconda collaborazione, quale può nascere dalla buona volontà di ciascuno dei suoi figli e dal proposito di generoso servizio — in uno spirito di giustizia e di carità — ai più alti ideali di civiltà e di pace. Noi imploriamo dalla bontà del Signore il dono delle più elette grazie e consolazioni su la nobile Nazione Tedesca; ed, in pegno degli invocati favori, come pure a rinnovata conferma della Nostra benevolenza, accolga, Signor Cancelliere, per Lei e per la sua famiglia, l'Apostolica Benedizione, che di cuore estendiamo a tutti i diletti figli della Germania.


* AAS vol. LII, 1960, pp. 90-91.

 

Discorsi, Messaggi, Colloqui del Santo Padre Giovanni XXIII, vol. II, p.120-122.

L'Osservatore Romano, 23.1.1960, p.1.

 



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