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CHRISTI NOMEN
 

CHRISTI NOMEN

LETTERA ENCICLICA
DI SUA SANTITÀ
LEONE PP. XII

 

Roma, 24 dicembre 1894 (24/12/1894). Enciclica

 

Il Pontefice elogia l’Opera della Propagazione della Fede e raccomanda nuovamente ai Vescovi di diffonderne la conoscenza il più largamente possibile, al fine di assicurare idonei mezzi alle Missioni che operano presso le Chiese Orientali.

 

 

Ai Venerabili Fratelli Patriarchi, Primati, Arcivescovi, Vescovi e agli altri Ordinari locali che hanno pace e comunione con la Sede Apostolica.

Il Papa Leone XIII. Venerabili Fratelli, salute e Apostolica Benedizione.

 

Portare ed estendere ogni giorno di più fra le nazioni il nome e il regno di Cristo, condurre e ricondurre nel seno della Chiesa coloro che ne sono separati o le sono ostili, è certamente uno degli obblighi più sacrosanti del Nostro supremo ministero affidato da tempo alle Nostre sollecitudini e alle Nostre cure dall’Apostolica carità. Quindi non abbiamo mai cessato di favorire, di moltiplicare le sacre Missioni, per mezzo delle quali viene diffusa largamente la luce della sapienza cristiana agli erranti, e vengono distribuiti gli aiuti raccolti tra i popoli cattolici.

Lo abbiamo fatto specialmente nel terzo anno del Nostro Pontificato con la Nostra Enciclica Sancta Dei civitas, che aveva lo scopo di accrescere l’amore e la generosità dei cattolici per l’opera eccellente della Propagazione della Fede.

Ci piacque allora esaltare con le Nostre raccomandazioni un’istituzione i cui umili inizi erano stati seguiti in breve tempo da notevoli sviluppi: un’opera che i Nostri illustri Predecessori Pio VII, Leone XII, Pio VIII, Gregorio XVI, Pio IX avevano colmata di elogi e di favori spirituali; un’opera che aveva prestato alle sacre Missioni di tutto il mondo un aiuto rilevante e che prometteva, per l’avvenire, soccorsi ancor più copiosi. E, grazie a Dio, le Nostre parole ottennero un felice risultato: le larghezze dei fedeli corrisposero ai calorosi appelli dei Vescovi, e l’Opera tanto benemerita fece in questi ultimi anni considerevoli progressi. Ma ecco che una nuova e più stringente necessità richiede in proposito maggiore slancio e generosità da parte dei cattolici e, Venerabili Fratelli, tutta la vostra solerzia.

Infatti, voi lo sapete, con la Nostra Epistola Praeclara dello scorso giugno, Noi abbiamo creduto obbedire alla divina Provvidenza chiamando e incitando i popoli di tutto l’universo all’unità della fede cristiana: perciò conseguiremmo il pieno adempimento dei Nostri voti, se Ci fosse dato di affrettare l’arrivo di quel tempo, da Dio promesso, nel quale “si avrà un solo ovile ed un solo Pastore.

Con quale particolare affetto Noi pensiamo all’Oriente ed alle sue Chiese illustri e venerande, voi l’avete compreso dalla recente Bolla che abbiamo promulgato sulla necessità di conservare e difendere la disciplina degli Orientali.

Vi sono pertanto abbastanza note le disposizioni che abbiamo adottate per raggiungere il medesimo intento, dopo avere scrupolosamente conferito con i Patriarchi di quelle nazioni.

Non Ci dissimuliamo, tuttavia, le grandi difficoltà di quell’iniziativa e la Nostra impotenza a trionfarne; quindi riponiamo con invincibile fiducia tutta la Nostra speranza ed il successo dei Nostri sforzi in Dio. Egli, infatti, ispirò il Nostro pensiero e provvidamente favorì l’inizio dell’impresa; con la sua suprema bontà Ci darà la forza ed i mezzi per portarla a termine; questo è ciò che con fervide preghiere continuiamo ad implorare da Lui, e parimenti esortiamo insistentemente tutti i fedeli a supplicare nello stesso modo. Ma all’aiuto divino che Noi invochiamo con fiducia, è necessario aggiungere i mezzi umani e Noi non dobbiamo trascurare nulla per cercare e indicare tutti i passi utili a condurci alla bramata méta.

Per ricondurre all’antica Chiesa tutti gli Orientali, comunque separati, voi lo sentite, Venerabili Fratelli, che è assolutamente necessario prima di tutto reclutare fra essi stessi un numeroso clero che, ricco di dottrina e di pietà, sia in grado d’ispirare negli altri il desiderio dell’unione; successivamente è necessario moltiplicare il più possibile gli Istituti dove la scienza e la disciplina cattolica verranno insegnate e armonizzate con la particolare sensibilità della nazione.

È perciò opportunissimo aprire, dovunque sia vantaggioso, Case speciali per l’educazione della gioventù ecclesiastica, Collegi in numero proporzionato all’importanza delle popolazioni, affinché ogni rito possa essere praticato con dignità, ed affinché la diffusione dei migliori libri inizi tutti i fedeli alla conoscenza del proprio culto nazionale.

Voi comprendete facilmente quanto sia oneroso realizzare codeste ed altre simili iniziative; del pari voi comprendete che le Chiese Orientali non possono sopperire da sole a tante e così grandi esigenze, né è possibile a Noi, in questi calamitosi tempi, concorrervi come vorremmo.

Resta da domandarsi come si possano chiedere idonei sussidi nel modo opportuno dall’Opera che abbiamo appena lodato, ed il cui scopo si accorda perfettamente con quello che Ci sta a cuore. Ma nello stesso tempo, per non recare alcun pregiudizio alle Missioni Apostoliche privandole di una parte dei mezzi di cui vivono, occorrre vivamente insistere affinché la liberalità dei cattolici verso quest’Istituto si accresca largamente.

È giusto da parte Nostra raccomandare altresì l’Opera consimile e tanto utile delle Scuole d’Oriente, i cui direttori hanno egualmente preso impegno di destinare all’intento la più larga parte possibile delle elemosine che raccoglieranno.

Perciò, Venerabili Fratelli, Noi domandiamo specialmente il vostro concorso, e non dubitiamo che voi, i quali con zelo così costante sostenete con Noi, e intendete promuovere con ogni mezzo la causa della religione e della Chiesa, Ci accorderete efficace soccorso. Fate dunque ogni sforzo, affinché, tra i fedeli affidati alle vostre cure, l’Associazione della Propagazione della Fede, abbia il più grande sviluppo possibile. Siamo certi infatti che un numero assai più considerevole di fedeli darà volentieri il proprio nome e recherà più generose offerte se, da voi istruito, vedrà chiaramente quanto nobile sia quest’Opera, quante copiose ricchezze spirituali essa prodighi, e quanti vantaggi si possano giustamente sperare nel tempo presente per la causa cristiana.

Certamente i cattolici si sentiranno profondamente commossi quando sapranno che non possono fare nulla di più gradito a Noi e di più utile per se stessi e per la Chiesa quanto assecondare questi Nostri voti, e gareggiare per offrire con amore i mezzi necessari per realizzare convenientemente e felicemente i programmi che abbiamo stabilito per il bene delle Chiese Orientali. Dio, la cui gloria consiste in modo particolare nella propagazione del nome cristiano e nella santa unità della fede e del governo spirituale, sostenga benignamente i Nostri desideri, e favorisca l’iniziativa.

Come pegno dei più preziosi doni celesti accordiamo affettuosissimamente la Benedizione Apostolica a voi tutti, Venerabili Fratelli, al vostro clero ed al vostro popolo.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 24 dicembre 1894, anno decimosettimo del Nostro Pontificato.

LEONE PP.XIII

 

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