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BREVE

MAGNI COMMEMORATIO

DI SS. LEONE XIII

NEL XIV CENTENARIO DEL BATTESIMO DI CLODOVEO

 

Il Papa Leone XIII.
A tutti i fedeli di Francia che leggeranno questa lettera, salute e Apostolica Benedizione.

Sul finire del corrente anno, proprio in occasione della solennità del Natale di Cristo, Nostro Signore, si svolgerà sotto i migliori auspici la celebrazione di un grande evento, dalla quale la Francia cattolica potrà trarre gioia e speranza. Secondo una ben nota tradizione storica, infatti, si compiono quattordici secoli da quando il re dei Franchi Clodoveo, indotto da una mirabile ispirazione della Provvidenza divina ad abiurare la vana superstizione idolatrica e ad abbracciare la fede cristiana, fu religiosamente asperso col salutare e rigenerante lavacro del fonte battesimale. Accadde appunto che durante una cerimonia di grandissima solennità, nella cattedrale di Reims, due sorelle del re e circa tremila soldati si unirono a lui nel ricevere la stessa grazia. Di così gran dono fu ministro Remigio, santo sacerdote della sua gloriosa chiesa. Non trascorse poi molto tempo che lo stesso re, confidando non tanto nella propria virtù militare e nella propria avvedutezza politica, quanto nell’efficace sostegno di Cristo, riunì quasi tutte le regioni della Gallia, già membra lacerate, in un solo corpo e in un solo regno: regno che iniziò a prosperare grazie alla benefica influenza della religione, e ad accrescersi in potenza, bene meritando della Chiesa cattolica.

Non senza ragione si afferma dunque che tutta la Francia fu in un certo senso rinnovata in quel memorabile battesimo, e che in quell’evento si deve collocare il principio della sua successiva gloriosa grandezza. A buon diritto perciò si apprestano cerimonie di straordinaria solennità per celebrare una tale ricorrenza e ciò dietro particolare impulso del Nostro diletto Figlio Benedetto Maria Langénieux, Cardinale presbitero di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo di Reims. Non c’è dubbio che, se molte e nobili sono le istituzioni delle quali si suole rievocare la felice fondazione, nulla è più giusto, nulla è più degno di una nazione che festeggia con particolare letizia, nel corso dei secoli, l’anno e il giorno nel quale essa è nata a Cristo ed è divenuta partecipe dell’eredità celeste. Di quale natura e di quale importanza sia codesto dono della rigenerazione cristiana, e quanti benefici e gratificazioni di ogni genere esso abbia arrecato al popolo francese, Noi stessi abbiamo ricordato recentemente in una lettera inviata all’Arcivescovo. In essa fummo altresì indotti, dall’argomento stesso e dalle circostanze, ad aggiungere all’esortazione apostolica alcuni consigli: e intendemmo darli con grande affetto e parimenti con la speranza che voi tutti possiate trarne un non piccolo vantaggio.

Sarà certamente motivo emozionante ed esaltante vedere tutta la Francia cattolica sorgere entusiasta e rivolgere unanime gli occhi e i pensieri al salvifico Battistero di Reims, augusto incunabolo della sua fede, ed al glorioso sepolcro di Remigio, come a cattedra donde quel maestro e perfetto pastore fa ancora risuonare “parole di pace e di vita eterna”. Pii pellegrinaggi aventi per meta quei luoghi di preghiera; un’efficace opera di edificazione delle anime attuata ovunque per mezzo di sante missioni; generose e diffuse dimostrazioni di religiosa e benefica misericordia; solenni rendimenti di grazie a Cristo Dio, amorosissimo dispensatore della pubblica prosperità; queste ed altre simili manifestazioni varranno a celebrare adeguamente tale data secolare e a trarne quella ricchezza di frutti che è lecito sperare. La ricorrenza esprimerà al massimo la propria efficacia se coloro che in Francia sono fieri di dirsi cattolici si ispireranno al riverente ricordo e all’esempio degli antichi padri, e se soprattutto si richiameranno a quella fede solida, operosa, sollecitatrice di grandi imprese, che li legava con uno stretto vincolo alla Sede del Beato Pietro; e se dopo ciò, desiderando ardentemente di imitarli, proclameranno ad alta voce, con ferma convinzione e religioso fervore, i sacrosanti impegni assunti nel rito battesimale. Per parte Nostra, al fine di solennizzare maggiormente l’evento ed accrescere il giovamento che ne trarranno le anime, Ci è gradito, in nome del Signore, elargire i doni di una sacra Indulgenza straordinaria.

Perciò, in forza della misericordia di Dio onnipotente, confidando sull’autorità dei Beati Principi degli Apostoli, concediamo in forma di Giubileo un’Idulgenza straordinaria e la remissione di tutti i peccati a tutti i cristiani di Francia che avranno osservato i seguenti precetti, condizione per ottenere la divina clemenza. Si recheranno dunque due volte a visitare due chiese della città o del luogo dove abitano, da designarsi da parte degli Ordinari competenti; o se vi sarà una sola chiesa, vi si recheranno quattro volte, e qui sosteranno per qualche tempo rivolgendo a Dio devote preghiere per la libertà e la gloria della Santa Madre Chiesa, per la pace e l’unità del popolo cristiano, per la conversione dei peccatori, e ciò secondo la Nostra intenzione. Dopo una pia confessione, si accosteranno al santissimo sacramento dell’Eucarestia; distribuiranno secondo i propri mezzi qualche elemosina ai poveri o ad un’opera pia. Quanto al periodo di tempo entro il quale si potrà conseguire tale indulgenza, abbiamo stabilito che per l’intera Francia esso decorrerà dalla prima domenica di Quaresima fino al Natale di Nostro Signore: in modo che in questo periodo dai singoli Ordinari possano essere fissate tre settimane susseguenti, utili all’assolvimento delle condizioni sopra elencate e al conseguimento dell’ indulgenza giubiliare. A favore della sola città di Reims, poi, concediamo che la stessa indulgenza, alle stesse condizioni, abbia validità per l’intero arco di tempo che va dalla domenica di Resurrezione alla solennità di Ognissanti. Impartiamo inoltre l’indulgenza plenaria, fatte salve le condizioni di rito, a tutti e a ciascuno di coloro che avranno partecipato devotamente alla rinnovazione delle promesse del Battesimo, che si svolgerà pubblicamente in tutte le chiese di Francia nel santissimo giorno del Natale del Signore. Concediamo altresì per la misericordia del Signore che tali indulgenze possano estendersi a suffragio di tutte le anime che hanno lasciato questa vita unite a Dio.

Conferiamo pure ai Confessori la facoltà di dispensare dalla Comunione i fanciulli che ancora non siano stati ammessi ad essa.

Infine, a tutti i Confessori regolarmente approvati, per tutta la durata di detto periodo e a beneficio dei fedeli che intendano trarre profitto dall’indulgenza giubiliare, accordiamo tutte quelle facoltà che attribuimmo loro nel Breve Pontifices Maximi del 15 febbraio 1879, con tutte le eccezioni che in quella stessa lettera vengono espressamente indicate.

Vogliamo che gli esemplari di questa lettera, anche stampati, purché sottoscritti da un Notaio e muniti del sigillo di una persona investita di dignità ecclesiastica, siano da considerarsi espressione autentica della Nostra volontà, come lo sarebbe la produzione della presente.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il giorno 8 gennaio 1896, diciottesimo anno del Nostro Pontificato.

 

LEONE PP. XIII



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