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QUOD ANNIVERSARIUS

LETTERA ENCICLICA 
DI SUA SANTITÀ
LEONE PP. XIII

 

Alla somma benignità di Dio, la cui volontà provvidenziale reggetutta la vita degli uomini, Noi attribuiamo, come è necessario, se ilcinquantesimo anniversario del Nostro sacerdozio confortava testé gli ardentivoti della Chiesa. Allo stesso modo, così grande consenso di animi,manifestatosi in tutte le nazioni con omaggi, con profusa liberalità di doni econ pubblici segni di festa, non poteva essere ispirato se non da Colui che soloha potere sugli intelletti, sulle volontà e sui cuori degli uomini, e modera edirige gli avvenimenti del mondo, per la gloria della religione cristiana. Fattoinsigne e memorabile certamente, per il quale gli stessi nemici della Chiesaconstatano, anche loro malgrado, coi loro stessi occhi, come essa vigoreggisempre di vita divina e di virtù infusale dall’alto; perciò sono costretti ariconoscere che le genti empie fremono per stolti tentativi, e meditano invanoinsani propositi contro il Signore e il suo Cristo.

Intanto, affinché di questo divino beneficio si dilatasse non solola memoria ma anche l’utilità, quanto più largamente è possibile, abbiamoaperto i tesori delle grazie celesti a tutto il gregge a Noi affidato; ed oltrea ciò non abbiamo tralasciato di implorare i doni della divina pietà su coloromedesimi che tuttora vivono fuori dell’unica Arca di salvezza. Noi facemmo ciòcol desiderio "che tutte le genti e tutti i popoli, affratellati nella fedecol vincolo della carità, si raccolgano quanto prima in un unico ovile sotto unsolo pastore", come con gemiti e preghiere ne abbiamo supplicato il SignorNostro Gesù Cristo nei sacri e solenni riti della Canonizzazione ora celebrata.

Infatti Noi, sollevando gli occhi alla Chiesa trionfante peronorare gli eroi cristiani – delle prestantissime virtù e dei miracoli deiquali si era già felicemente acquistata una sicura cognizione secondo le normee le vie del diritto – abbiamo solennemente decretato e tributato ad alcuni diessi i supremi onori dei santi, e ad altri il culto dei beati: affinché quellaGerusalemme che è nei cieli si unisca in comunanza di allegrezza con questa,che va tuttora peregrinando sulla terra, nel Signore.

Ma perché a quest’opera stessa si ponga, col favore di Dio,quasi il coronamento, Noi desideriamo che gli effetti della Nostra Apostolicacarità, mercé la pienezza dell’infinito tesoro spirituale, si estendanoanche, quanto più largamente si possa, a quei diletti figli della Chiesa, iquali con la morte dei giusti, segnati dalla fede ed innestati nella misticavite, si dipartirono dalle battaglie di questa vita terrena; in modo tuttaviache siano impediti ad entrare nella vita eterna fino a che non abbiano resol’indispensabile soddisfazione alla divina vendicatrice giustizia per i debiticontratti. A ciò siamo mossi dai pietosi desideri dei cattolici, ai qualisappiamo che tornerà graditissima questa Nostra intenzione; nonché dallalacrimevole atrocità delle pene onde vengono afflitte le anime dei trapassati:ma ancora più Ce ne dà speciale impulso la consuetudine della Chiesa, laquale, persino nel corso delle più liete solennità dell’anno, fa salutare esanta memoria dei defunti, affinché vengano prosciolti dai peccati.

Quindi, essendo certo per la dottrina cattolica che "le animerinchiuse nel Purgatorio ricevono aiuto dai suffragi dei fedeli, eprincipalmente dall’accettabile sacrificio dell’Altare", stimiamo dinon potere offrire ad esse un pegno più utile o più desiderato, che ilmoltiplicare per la loro liberazione, in tutte le contrade, l’oblazioneimmacolata del sacrosanto sacrificio del nostro divino Mediatore.

Perciò, con tutte le necessarie dispense e deroghe, vogliamo chel’ultima domenica del mese di settembre prossimo venturo sia giorno diamplissima espiazione nel quale da Noi, e allo stesso modo da tutti i NostriFratelli Patriarchi, Arcivescovi, Vescovi ed altri Prelati aventi Diocesi, nelleChiese Patriarcali, Metropolitane e Cattedrali di ciascuno, si celebri una Messaparticolare per i trapassati, con la maggiore solennità possibile e con quelrito che nel messale è indicato "per la Commemorazione di tutti i fedelidefunti". Approviamo che ciò si compia anche nelle Chiese Parrocchiali eCollegiate, tanto dei secolari quanto dei regolari, e da tutti i sacerdoti,purché non si tralasci la Messa corrispondente all’ufficio del giorno,ovunque ne corra l’obbligo. Esortiamo poi calorosamente gli altri fedeli che,premessa la sacramentale confessione, si accostino devotamente alla mensaeucaristica a suffragio delle anime purganti. A costoro, con la Nostra autoritàApostolica concediamo indulgenza plenaria a pro dei defunti: ai singolicelebranti, come detto sopra, il privilegio dell’Altare.

In tal modo, senza dubbio, le pie anime, che fra terribili e granditormenti stanno espiando i rimanenti peccati, avranno opportunissimo e singolaresollievo dall’Ostia salutare che tutta la Chiesa, congiunta al suo Capovisibile ed infiammata dallo stesso spirito di carità, offrirà a Dio, affinchévoglia concedere ad essi il soggiorno del refrigerio, della luce e della pacesempiterna.

Frattanto, come pegno dei doni celesti, con tanto affetto nelSignore, impartiamo a voi, Venerabili Fratelli, e a tutto il Clero e al popoloaffidato alle vostre cure, l’Apostolica Benedizione.

Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno solenne di Pasqua [1aprile] 1888, anno undecimo del Nostro Pontificato.

LEONE PP. XIII

         



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