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LEONE XIII

EPISTOLA

POSTQUAM CATHOLICI

 

Al Venerabile Fratello Tommaso Costa y Fornaguera, Arcivescovo di Tarragona.
Il Papa Leone XIII. Venerabile Fratello, salute e Apostolica Benedizione.

Dopo che i cattolici, con i Vescovi in prima fila, si sono riuniti per la quarta volta da tutta la Spagna per promuovere utili iniziative a favore della religione, è parso conveniente, a te e agli altri Vescovi che erano intervenuti all’incontro, inviarCi una lettera che Ci rendesse conto dell’esito di questo fausto evento, nonché della piena adesione di tutti alla Sede Apostolica e alla sua integra libertà.

Pertanto vi ringraziamo meritatamente sia della lettera, sia dell’ossequio e del vostro impegno, e Ci congratuliamo grandemente del buon esito del Congresso. Contemporaneamente preghiamo con particolare supplica il benignissimo Iddio, che vi ha ispirato la buona iniziativa, di concedervi anche di mandare a compimento quanto avete stabilito con voto concorde per il bene della religione. Non dubitiamo che fra questi propositi vi sia soprattutto quello di realizzare ciò che abbiamo insegnato con l’assenso amorevole della vostra gente. Prima di tutto confidiamo che non venga dimenticato che è dovere dei cattolici, nelle dispute giuridiche, qualunque esse siano, di seguire, con il dovuto rispetto di quanto consentito dalla divina Provvidenza, coloro che gestiscono la pubblica amministrazione: ed è tanto più giusto eseguire ciò al presente, dato che attualmente il popolo della Spagna ha una Reggente che per virtù d’animo e per il suo particolare ossequio verso la Sede Apostolica è degna di ogni onore e stima. Le ragioni della religione, che tutto sovrastano, non siano implicate nelle controversie politiche. Sono infatti da riprovare coloro che per il vantaggio di un partito e per raggiungere qualsiasi fine politico usano come argomento il nome cattolico e abusano della buona fede religiosa popolare. È opportuno inoltre che coloro che hanno il ministero delle cose sacre si astengano completamente dalle dispute civili, affinché non si determini alcun sospetto sul ministero della Chiesa.

I laici, poi, non soltanto a parole sappiano adeguarsi all’autorità ecclesiastica, non dimenticando mai che l’utilità dei singoli deve posporsi al vantaggio della religione e del bene comune. Osservando queste direttive i laici cattolici non potranno mai restare oziosi; li esortiamo al contrario ad adoperarsi coraggiosamente al progresso della causa della religione, con la dovuta e integra osservanza delle leggi e senza ripudiare la guida dei Vescovi. Pertanto grandemente lodiamo e insistiamo di promuovere spesso i congressi, di pubblicare giornali popolari che, osservando le regole prescritte dalla Sede Apostolica e con il dovuto rispetto verso coloro che sono al potere, sappiano favorire le associazioni degli operai e promuovere ogni altra istituzione o iniziative di questo genere. Esortiamo poi particolarmente i cattolici affinché aderiscano ogni giorno più al Pontefice Romano che esercita in terra le veci di Cristo Signore. Sappiamo (e ne siamo addolorati) che in Spagna non mancano coloro che col pretesto della religione si oppongono alle decisioni e ai documenti della Sede Apostolica, né mancano giornalisti che, pur usando il nome di cattolici, sono giunti a tal punto che non solo avversano la suprema autorità della Chiesa, ma la trattano addirittura con insolenza.

Siamo certi, Venerabile Fratello, che i fedeli popoli Spagnoli accetteranno volentieri questi Nostri ammonimenti, e che i Vescovi si adopreranno attivamente perché essi si imprimano fortemente negli animi e si traducano nella realtà pratica. Lo esige l’amore alla religione; lo esige l’amore alla patria; infatti, unica è la ragione per la quale si deve guardare veramente al bene della religione e della patria.

Dio, dal quale proviene ogni ottimo dono, vi protegga con la Sua Provvidenza; e come auspicio delle divine grazie e della Nostra paterna benevolenza, ne dia testimonianza la Benedizione Apostolica che impartiamo affettuosamente a te, a tutti i Vescovi e a tutto il popolo Spagnolo.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 10 dicembre 1894, nell’anno diciassettesimo del Nostro Pontificato.

 

LEONE PP. XIII

 



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