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LEONE XIII

LETTERA

AL CARDINALE LANGÉNIEUX,
ARCIVESCOVO DI REIMS*

 

Carissimo Figlio.

Con viva soddisfazione abbiamo appreso dalla tua lettera, che uomini eminenti hanno avuto il pensiero di formare in Francia un Comitato nazionale per la conservazione o difesa del protettorato francese in Terra Santa. Nessuna intrapresa potrebbe meglio rispondere alle generose e cavalleresche tradizioni della vostra nobile patria, che fu per eccellenza la terra dei Crociati. Molti secoli sono da allora trascorsi, molti assalti sono stati dati alla Chiesa per affievolire la fede. Ma il culto dei Luoghi Santi si è mantenuto in tutti i tempi. Se, a certi intervalli, esso parve alquanto illanguidirsi, lo vediamo oggi riaffermarsi con vigore in quei pacifici pellegrinaggi della pietà cristiana, che Noi siamo stati lieti d'incoraggiare più e più volte. Del pari, non possiamo che lodare assai l'opera ora felicemente inaugurata, nuova nella forma, vecchia nello spirito, che ci sembra rispondere ai bisogni di giorno in giorno più urgenti. Niuno ignora, infatti, che tu hai, Nostro Carissimo Figlio, veduto e toccato con mano quanto sieno in sofferenza e di quali pericoli circondati gli interessi cattolici in Palestina. Questi interessi, come ognuno sa, connettonsi particolarmente con la proprietà e l'uso dei Santuarii edificati dalla pietà dei padri nostri, là dove si sono operati i misteri della Redenzione degli uomini. I nemici del nome cattolico raddoppiano di attività e di sforzi, per inceppare nei santuari stessi la pietà dei fedeli figli di santa Chiesa. L'opera di cui ci parli, carissimo Figlio, sorge, dunque, in ora propizia, e Noi ne speriamo per l'avvenire i più fecondi risultati. La Francia ha in Oriente una missione speciale, affidatale dalla divina Provvidenza; nobile missione, consacrata non soltanto da una pratica secolare, ma altresì da trattati internazionali, come lo ha riconosciuto in questi giorni la Nostra Congregazione della Propaganda colla sua dichiarazione del 22 maggio 1898. La S. Sede, infatti, non vuole toccar nulla del glorioso patrimonio che la Francia ha ricevuto dai suoi antenati, e ch'essa intende senza alcun dubbio meritarsi di conservare, mostrandosi sempre all'altezza della sua missione. Noi desideriamo, dunque, che i membri dell'Associazione già formata, ispirandosi pienamente a questi elevati pensieri, e avendo a cuore i grandi interessi della religione e della patria, prestino alla Francia un concorso generoso nel compimento del suo mandato sei volte secolare. Possano questi sforzi riuniti assicurare alla Chiesa cattolica in Oriente un'esistenza pacifica, e permetterle di lavorare con successo per la propagazione della vera fede e per il ritorno delle pecorelle smarrite all'Ovile del Supremo ed unico Pastore. Ed ora, come pegno del Nostro paterno affetto, ti accordiamo, Nostro caro Figlio, la Benedizione Apostolica.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 20 agosto 1898, del Nostro Pontificato vigesimo primo.

 

LEONE PP. XIII


*ASS, vol. XXXI (1898-1899), pp. 193-195.



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