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PAOLO VI

  ANGELUS DOMINI

Domenica, 22 gennaio 1978

 

PRIMA CHE si concluda, il 25 gennaio, con la memoria della conversione di San Paolo, la settimana per l’unione di tutti i Cristiani fra di loro, rileggiamo l’introduzione al Decreto sull’Ecumenismo, promulgato il 21 novembre 1964 dal recente Concilio Vaticano:

«Il ristabilimento dell’unità da promuoversi da tutti i Cristiani è uno dei principali intenti del Sacro Concilio Ecumenico Vaticano secondo. Da Cristo Signore la Chiesa è stata fondata una ed unica, eppure molte Comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo; tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno diverse sentenze e camminano per vie diverse, come se Cristo fosse diviso. Tale divisione non solo contraddice apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la santissima causa della predicazione del Vangelo ad ogni creatura».(Unitatis Redintegratio, 1. 52)

Perciò si giustifica e si fa urgente l’azione dei Fedeli per la ricomposizione dell’unità. Noi che cosa dobbiamo fare?

Ecco: primo, ravvivare il nostro senso religioso, la nostra fede, la nostra adesione alla Chiesa cattolica, alla quale abbiamo la fortuna di appartenere; questo è il cardine dell’unità.

Secondo, rinnovarci e riformarci nella nostra osservanza di fedeli cattolici, e pregare per la ricomposizione dell’unità; è una delle aspirazioni sempre vive del cuore sinceramente cristiano.

Terzo, guardare con riverenza e simpatia ai Fratelli separati, e dimenticando le offese e le divisioni storiche cercare con essi rapporti di amicizia e di umana e cristiana collaborazione.

Mandiamo oggi a tutti i Fratelli separati un saluto augurale, quello di poterci ricomporre nell’unità della fede e della carità, secondo il voto di Cristo nostro Signore.

Maria, la Madre della Chiesa, preghi con noi e per noi.

                                                         



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