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DISCORSO DI PAOLO VI
AI CATTOLICI SLOVENI

Giovedì, 6 aprile 1967

 

CORDIALISSIMO SALUTO PATERNO NEL NOME DI TUTTA LA CHIESA

A brevissima distanza dal pellegrinaggio venuto dalla Backa Jugoslava, la Provvidenza Ci rinnova oggi la consolazione di ricevere il vostro numeroso gruppo, dilettissimi pellegrini Sloveni, venuti a Roma per la commemorazione giubilare dei 1200 anni trascorsi dalla conversione dei vostri antenati alla Religione di Cristo.

Vi accogliamo con animo commosso e lieto! Rivolgiamo il Nostro saluto ai venerati Presuli presenti: a Monsignor Giuseppe Pogacnik, a Monsignor Massimiliano Drzecnik, e a Monsignor Giovanni Jenko, che guidano il pellegrinaggio. Con essi abbracciamo gli zelanti sacerdoti che li hanno accompagnati, e tutti voi, figli carissimi, che fate loro corona; così salutiamo tutti gli Sloveni, qui venuti da altre Nazioni, o residenti a Roma, rivolgendo loro l’espressione del Nostro affetto, della Nostra stima, della Nostra compiacenza.

SULLE ORME DEI GRANDI APOSTOLI CIRILLO E METODIO

Venerabili Fratelli e diletti figli!

La vostra venuta acquista il particolare significato di un atto di fede. Come i grandi apostoli delle terre slave, Cirillo e Metodio, scesero fino a Roma per avere dalla Sede di Pietro la conferma e l’incoraggiamento alla loro missione evangelizzatrice, così anche voi, oggi, a distanza di dodici secoli, vi siete messi ancora una volta sulle loro orme, fedeli ed esemplari come sempre, per ringraziare il Signore del dono della chiamata al Vangelo, per ravvivare qui, presso la Tomba del Principe degli Apostoli, e presso i ricordi tuttora eloquenti dei due Santi, i vostri propositi di vita cristiana e per riprendere nuova energia per le pacifiche conquiste del Regno di Cristo.

Quanto vi siamo obbligati per il conforto che Ci date! E, come abbiamo detto ai vostri connazionali, lunedì scorso, così a voi ripetiamo che non possiamo non vedere nel vostro pellegrinaggio il segno consolantissimo di un risveglio pieno di promesse. Onore a voi, Vescovi zelanti e generosi, che avete custodita alta nel cuore dei vostri fedeli la fiaccola della fede e dell’amore; onore a voi sacerdoti, onore a voi fedeli, che avete mantenuto vivo il fervore e l’impegno: è il Papa, umile ma autentico Vicario di Cristo, che ve lo dice nel nome del Signore; è tutta la Chiesa che, per Nostro mezzo, vi loda, vi ringrazia e vi esalta.

L’INNO DELLA RICONOSCENZA NEL MAGGIOR TEMPIO MARIANO

Dalla vostra terra, così ricca di bellezze splendide e suggestive, e di monumenti gloriosi che testimoniano nei secoli l’amor di Patria e la fedeltà alla Chiesa, siete venuti a ritemprare la vostra fede qui, ove è il centro e il cuore della Cristianità; nel tempio di Santa Maria Maggiore, la più veneranda e vetusta basilica dedicata alla Madre di Dio, vi siete raccolti in preghiera, durante la concelebrazione del Divino Sacrificio, per sciogliere l’inno della riconoscenza per i benefici ricevuti da Dio in questi lunghi secoli di storia; e presso i sepolcri dei Sommi Apostoli Pietro e Paolo, le due colonne della Chiesa Romana, anticiperete l’inizio di quello che abbiamo chiamato «l’Anno della Fede» rispondendo generosamente al Nostro recente invito.

Amiamo pertanto contemplare con gli occhi dello spirito un’immagine solenne, grandiosa: questa vostra presenza a Roma è per Noi il simbolo della presenza di tutti i vostri compatrioti, dei quali Ci avete recato i segni dell’affetto più vivo, il tono esultante del saluto e dell’acclamazione, le espressioni simboliche del loro lavoro con i doni che Ci avete presentato. E poiché il vostro pellegrinaggio si compie per la prima volta a Roma in occasione della ricorrenza giubilare della conversione al Cattolicesimo della Nazione slava, il Nostro sguardo si allarga ad abbracciare tutte le immense regioni evangelizzate dai due apostoli degli Slavi, di cui voi siete oggi le primizie, facendoci pregustare la speranza di altri incontri con altri popoli. Dio solo ne conosce l’ora e il momento; ma Noi l’aspettiamo già fin da adesso con fiducia incrollabile.

IL PAPA È CON VOI: VI AMA,VI SEGUE CON LA PREGHIERA E VIVE PREMURE

Ma se la vostra presenza Ci dice che qui oggi è il cuore della Slovenia, e della Jugoslavia tutta, vogliamo dirvi altresì che Noi pure siamo con voi. Il Papa vi segue e vi ama: sappiatelo, ditelo, siatene convinti. Il Papa è con voi anzitutto con la preghiera, che vi invoca i doni costanti dello Spirito Santo, che vi consolino, vi corroborino, vi stimolino sempre alla fedeltà. Il Papa è con voi, mediante il suo Rappresentante presso la vostra diletta Nazione, il degnissimo Delegato Apostolico e Inviato della Santa Sede, che, con la sua stabile permanenza presso di voi, ritorna a dirvi tutte le sollecitudini della Cattedra di Pietro verso la vostra Nazione che sono rimaste le stesse. Il Papa è con voi, per tutte le premure che vi ha dedicato nel recente passato, e più ancora vi dedicherà.

I PIÙ ALTI DONI: LA GIOIA, LA PACE, LA FORZA DEL SIGNORE

Noi desideriamo ardentemente che le vostre diocesi siano altrettanti cuori pulsanti col grande cuore della Chiesa universale, in sintonia di pensieri e di opere, di parole e di esempio; desideriamo che le vostre parrocchie siano altrettante fucine di apostoli convinti e generosi, e vedano crescere mirabilmente, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, schiere fervorose di giovani, di padri e madri di famiglia, che alimentino la loro fede e la loro carità alla mensa eucaristica, come una corona di figli, «sicut novellae olivarum in circuitu mensae Domini» (cfr. Ps. 127, 3); desideriamo che le vostre famiglie siano altrettanti santuari ove si formano i buoni servitori di Dio, i figli fedeli della Chiesa, i cittadini onesti e lavoratori, secondo l’alto programma ad esse tracciato dal Concilio, come è detto nel Decreto sull’apostolato dei laici con queste parole: «Sono sempre stati doveri dei coniugi, ed oggi sono la parte principale del foro apostolato: manifestare e comprovare, con l’esempio della loro vita, l’indissolubilità e la santità del vincolo matrimoniale; affermare con fortezza il diritto e il dovere che spetta per natura ai genitori e ai tutori di educare cristianamente la prole; difendere la dignità e la legittima autonomia della famiglia». E ancora: «La famiglia ha ricevuto da Dio questa missione, di essere la prima e vitale cellula della società. E tale missione essa adempirà se, mediante il mutuo affetto dei membri e l’orazione fatta a Dio in comune, si mostri come il santuario domestico della Chiesa» (n. 11).

Ecco, venerabili Fratelli e diletti figli, i Nostri voti cordiali che i vi vogliono accompagnare sempre per tutta la vostra vita. Noi li affidiamo all’intercessione della gloriosa Regina del Cielo, dei santi apostoli Pietro e Paolo, dei santi Cirillo e Metodio, pregandoli che vi impetrino sempre la gioia, la pace, la forza del Signore; e nel suo nome vi impartiamo la Nostra particolare Benedizione Apostolica, che estendiamo a tutti gli Sloveni, in patria e nel mondo, in particolare ai piccoli, agli anziani, ai lavoratori. «La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con tutti voi» (2 Thess. 3, 13).

                                                                                                   



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