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DISCORSO DI PAOLO VI
AL PELLEGRINAGGIO NAZIONALE CROATO
NELL’«ANNO DELLA FEDE»

Sabato, 23 settembre 1967

 

Signor Cardinale!
Venerati Fratelli!
Dragi Hrvati!

Vi ringraziamo della vostra presenza, del vostro entusiasmo, della vostra beneaugurante letizia. Ci compiacciamo con voi per il magnifico spettacolo di fede, che oggi offrite a Noi e a tutta la Chiesa, con la vostra venuta a Roma in quest’Anno della Fede; e, nel salutare il vostro numeroso e fervido pellegrinaggio nazionale, guidato dai vostri amatissimi Pastori, tornano spontanei alla memoria i versi di altissima poesia, con cui Dante Alighieri ha rappresentato la fede degli antichi pellegrini della vostra terra:

Qual è colui che forse di Croazia
Viene a veder la Veronica nostra
Che per l’antica fame non sen sazia,
Ma dice nel pensier, fin che si mostra:
«Signor mio Gesù Cristo, Dio verace,
Or fu sì fatta la sembianza vostra?»

(Par. XXXI, 103-108).

Un unico filone di pensieri e di affetti lega quella anonima testimonianza, immortalata dal grande poeta, alla vostra presenza odierna. La fede, pertanto, che avete avvalorata presso le tombe di Pietro e di Paolo, sia il retaggio sempre vivo e generoso delle vostre forti popolazioni. Siate sempre figli fedeli della Chiesa, nel rispetto leale dei vostri doveri di cittadini; custodite la preziosa eredità del Vangelo nelle vostre famiglie, e soprattutto nell’educazione della vostra gioventù; sappiate che il Papa vi ricorda nelle Sue preghiere, e vi accompagna nella vostra vita quotidiana. Ditelo ai vostri connazionali, quando parlerete del vostro pellegrinaggio, e portate loro l’espressione del Nostro ricordo, del Nostro affetto, del Nostro augurio di ogni consolazione!

Hvaljen Isus j Márija! E nel nome di Gesù vi impartiamo la Nostra particolare Benedizione Apostolica, che estendiamo altresì a tutte le popolazioni della Jugoslavia.

                                              



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