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DISCORSO DI PAOLO VI
A QUATTRO GRUPPI DI RELIGIOSI
PARTECIPANTI A CAPITOLI SPECIALI

Giovedì, 6 marzo 1969

 

Diletti Figli,

Il nostro animo si apre al più cordiale saluto nell’accogliere in voi i degni rappresentanti di quattro benemerite Famiglie religiose: il Terz’Ordine Regolare di San Francesco, la Società dell’Apostolato Cattolico, la Congregazione dei Ministri degli Infermi, la Piccola Opera della Divina Provvidenza.

La peculiare fisionomia dei vostri singoli Istituti conferisce a questa Udienza un carattere di amabile varietà, che Ci offre l’occasione di andare con la mente - anche se fuggevolmente - ai diversi campi di alto e generoso apostolato da voi svolto in seno alla Chiesa.

Ma se differente è per ciascuna delle vostre Congregazioni il compito affidato dalla Provvidenza, unico è lo scopo che vi ha riuniti qui in Roma, la partecipazione cioè ai lavori dei Capitoli Generali Speciali per la revisione delle Regole e delle Costituzioni dei vostri Istituti alla luce degli insegnamenti del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Il vostro desiderio di chiedere la Nostra Benedizione sui lavori che avete intrapreso, già Ci dice lo spirito che anima l’impegno di rinnovamento, che il Concilio esige oggi dalle Famiglie religiose per adempiere con sempre maggiore fecondità di servizio la missione a cui sono chiamate dalla Chiesa. Rinnovamento che, se richiede un prudente e coraggioso adattamento degli Istituti Religiosi alle nuove necessità dei tempi, non significa per questo adeguamento allo spirito del secolo; sarà bensì una ricerca amorosa e sincera di tutto ciò che può riconfermare sempre più alla vita religiosa il suo vero ed autentico significato di consacrazione al Signore, e quella testimonianza di fedeltà ai consigli evangelici, che il Concilio ha luminosamente delineata come «un segno che può e deve attirare efficacemente tutti i membri della Chiesa a compiere con slancio i doveri della vocazione cristiana, poiché .,. lo stato religioso, che rende più liberi i suoi seguaci dalle cure terrene, meglio anche manifesta a tutti i credenti i beni celesti già presenti in questo mondo, testimonia la vita nuova ed eterna, acquistata dalla redenzione di Cristo, e preannunzia la futura risurrezione e la gloria del Regno Celeste» (Cost. Lumen gentium, n. 44).

Quest’opera di rinnovamento, voi ben lo sapete, deve conservare alle singole Congregazioni la loro fisionomia propria e dovrà attuarsi nella fedeltà allo spirito primitivo e alle più genuine tradizioni. Occorrerà quindi ripensare le origini. La via è segnata dalla sua partenza. L’albero vive delle sue radici. E non vi è dubbio che la vostra più vitale radice saranno l’esempio e gli insegnamenti dei vostri venerati Fondatori. In tal modo voi saprete comporre armoniosamente l’antico con il nuovo, guidati dall’amore alla Chiesa, dallo zelo delle anime, dalla fedeltà al Vicario di Cristo, e salvaguardando il primato della vita spirituale, senza la quale ogni pur volenteroso sforzo di rinnovamento riuscirebbe vano, e sterile si rivelerebbe qualsiasi programma di attività apostolica.

Diletti Figli, con questi sentimenti Ci è caro accompagnare i lavori dei vostri Capitoli Generali. Li avvalora la Nostra preghiera, affinché la luce dello Spirito Santo illumini le vostre menti, e affinché i vostri Istituti possano attingere dagli sforzi che state compiendo il necessario impulso a proseguire nel loro luminoso cammino.

Di questi aiuti del Cielo sia pegno la Nostra Apostolica Benedizione, che di cuore impartiamo a voi, qui presenti, ed a tutti i vostri Confratelli.



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