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CONCISTORO PER LA CREAZIONE DI 35 NUOVI CARDINALI

CHIROGRAFO DI PAOLO VI
PER LA NOMINA DEL SIGNO CARDINAL GIOVANNI VILLOT
ALL'ALTA MANSIONE DI SEGRETARIO DI STATO

Venerdì, 2 maggio 1969

 

Al Nostro venerabile Fratello
il Cardinale Giovanni Villot

Signor Cardinale,

Nell'allocuzione del 30 aprile scorso, tenuta per l’imposizione della Berretta ai nuovi Cardinali, nel render nota la Nostra accettazione della rinuncia del Cardinale Amleto Giovanni Cicognani, abbiamo pubblicamente annunziato di averla chiamata a succedergli nell’incarico di Segretario di Stato.

Pertanto, mentre ancora una volta esprimiamo il Nostro apprezzamento per Colui che, con tanta delicatezza, operosità e sapienza Ci è stato vicino per quasi sei anni nel reggere le onerose responsabilità, legate all’adempimento di tale ufficio, continuando con fedeltà e devozione assolute l’impegno di primo collaboratore del Papa, a cui l’aveva chiamato il Nostro Predecessore Giovanni XXIII di v.m., con questo Nostro Chirografo La eleggiamo alla menzionata funzione, nominandola altresì Prefetto del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, e Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

Ci sono note le doti di mente, di cuore, di volontà, come di pastorale sensibilità e saggezza, che L’anno preparata ad assumere questo nuovo, ed invero amplissimo campo di attività, al diretto servizio del Papa e della Santa Sede: doti che, come abbiamo notato nella ricordata occasione, La rendono idoneo al grave e nuovo ufficio, che Le confidiamo, e meritevole così della Nostra come della fiducia del Collegio Cardinalizio, della Curia Romana e dell’intera Chiesa Cattolica.

Sappiamo con quanta dedizione Ella abbia speso se stesso nei delicati compiti, via via affidati alla sua competenza e al suo zelo: prima nello studio e nell’insegnamento accademico della teologia morale, sia nel Seminario della sua natia diocesi di Clermont, per la formazione del giovane Clero, sia nella Facoltà teologica dell’università Cattolica di Lyon, a contatto con i problemi della gioventù universitaria di quell’Ateneo, di cui fu anche Vice Rettore; quindi come Segretario generale dell’Episcopato francese a Parigi, nel crogiuolo di esperienze pastorali ad alto livello; in seguito, come Coadiutore e poi successore del Cardinale Gerlier sulla Sede arcivescovile di Lyon, ove Ella, anche in qualità di Primate delle Gallie, seppe conciliarsi gli animi del clero e dei fedeli di quella vasta Arcidiocesi, caratterizzata dai complessi problemi della sua vita culturale e sociale. In riconoscimento dei suoi meriti, Noi stessi La volemmo Nostro collaboratore, chiamandola, nel Concistoro del 22 febbraio del 1965, a far parte del Sacro Collegio, e, nel piano di sempre più efficace internazionalizzazione della Curia, affidandole la Prefettura della Sacra Congregazione per il Clero, allora detta del Concilio, dopo che avevamo sperimentato non solo il valore della sua opera, prestata durante il Concilio Ecumenico Vaticano II come Sottosegretario, ma anche la sua fedeltà alla Chiesa e alla Sede di Pietro, congiunta alla bontà del carattere e alla dolcezza del tratto, che a tutti L’hanno reso caro come «vero ed eccellente “uomo di Chiesa”».

Un tirocinio di tale complessità di esperienze è parso a Noi dare la piena garanzia che Ella sia all’altezza del nuovo compito, e possa farvi rifulgere ancor più le risorse dell’animo, la sapienza accumulata in una vita tanto feconda, la conoscenza degli odierni problemi cruciali della Chiesa, le sollecitudini per il Clero e per la cura pastorale, la conoscenza delle funzioni delicate e complesse della Curia Romana, e dedicare così tutte le sue energie allo sforzo che la Chiesa sta oggi compiendo affinché abbia felice e continuo incremento la sua edificazione, e si stabilisca sempre più nel mondo la fraternità vera, la costruttiva e sincera collaborazione, l’assistenza ai popoli in via di sviluppo, l’operante e fattiva volontà di pace, e tutto nel nome di Cristo.

Noi siamo certi di trovare in Lei, come già nel suo venerato e sempre caro predecessore in questo incarico, il Nostro valido cooperatore, che saprà secondare e appoggiare le Nostre fatiche, il Nostro quotidiano lavoro, le Nostre ansie apostoliche, che a null’altro mirano se non a rendere testimonianza a Cristo e servizio al suo regno.

Affinché questi voti siano felicemente compiuti, Noi Le invochiamo l’onnipotente aiuto del Signore sulle sue attività, a cui di buon animo si accinge, mentre, in attestato di sincera benevolenza, Le impartiamo la Nostra propiziatrice Apostolica Benedizione.

Dal Palazzo Apostolico Vaticano, il 2 maggio dell’anno 1969, sesto del Nostro Pontificato.

PAULUS PP. VI

                               



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