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DISCORSO DI PAOLO VI
AI VINCITORI DEL CONCORSO «VERITAS»

Sabato, 18 settembre 1971

 

Carissimi Figli,

Ecco una visita che per vari motivi suscita nel Nostro animo sentimenti di particolare compiacenza.

Prima di tutto perché nell’avvicendarsi delle occupazioni e preoccupazioni della Nostra quotidiana fatica, il contatto con le anime giovanili costituisce sempre per noi una parentesi quanto mai gradita e corroborante. E poi perché abbiamo ancora una volta la gioia di ricevere in sì gran numero i vincitori del Concorso di cultura religiosa «Veritas», la bella iniziativa che il Centro Nazionale di attività catechistiche di Azione Cattolica Italiana non si stanca di promuovere ogni anno con tanto zelo e tanto frutto fra gli studenti delle scuole secondarie d’Italia.

Grazie adunque, figliuoli carissimi, per questo incontro, e lasciate che vi esprimiamo la Nostra stima, il Nostro incoraggiamento, la Nostra paterna soddisfazione.

La vostra presenza, infatti, dice a Noi una cosa che stimiamo sommamente importante: che voi avete compreso il valore dello studio della religione, e vi siete applicati ad esso con serietà ed impegno, superando la tentazione così comune alla distratta gioventù di oggi di sprecare tempo e intelligenza in cose vane, inutili, superficiali, o per lo meno estranee ai problemi fondamentali della vita.

Vorremmo intrattenerci a lungo con voi per illustrarvi l’alto significato e l’efficacia pedagogica meravigliosa che lo studio delle verità religiose ha per voi e per il vostro avvenire. Ci basti affermare che esso si inserisce in un momento particolarmente delicato della vostra formazione, alla vigilia cioè delle grandi scelte e dei grandi orientamenti pratici che decideranno per tutta la vostra vita. In questo nulla potrà maggiormente giovarvi del contatto con le verità religiose, perché esso vi aiuterà a comprendere e far vostra la scienza superiore della vita: vale a dire come la vita sia dono di Dio e sia chiamata a seguire i suoi disegni, quali essi siano, con grandezza d’animo, con fedeltà, con amore. Il giovane sarà così favorito nell’aprirsi del suo occhio puro e luminoso sul mondo in cui si trova a vivere; e se lo studio della religione non sarà per lui pura esercitazione speculativa, ma esercizio coerente e simultaneo di intelligenza e di volontà, egli si troverà allenato all’impegno e all’impiego delle sue energie al servizio delle più alte idealità.

Questo è per Noi motivo di gioia e di consolazione, ma anche di speranza. Vorremmo infatti che un esempio così prezioso quale voi date, si diffondesse sempre più in mezzo a tanti altri giovani della vostra età, delle vostre scuole, delle vostre città, dei vostri ambienti familiari e sociali.

E a voi diciamo con confidenza: sappiate profittare delle preziose possibilità che lo studio della religione ha messo a vostra disposizione. Profittatene per elevare sempre più il vostro perfezionamento spirituale e culturale, per essere domani cittadini onesti, cristiani profondamente convinti, solidamente preparati e formati, che faranno onore ai loro educatori, onore alle tradizioni cristiane e civili dell’Italia, onore alla santa Madre Chiesa che tanta speranza e tanta fiducia ripone su di voi. Si, tanta fiducia essa nutre di voi perché sa che i giovani sono capaci di grandi cose, conosce la generosità dei loro cuori e l’ardore che li anima.

Che Dio adunque vi protegga sempre, figliuoli carissimi. Che la Chiesa possa continuamente vedere in voi figli fedeli, puri, generosi. Che possiate voi essere gli amici, le guide sicure e il sostegno spirituale di tanti giovani bisognosi del vostro aiuto.

Ed è con questi voti che noi di gran cuore impartiamo a voi, agli organizzatori del Concorso, ai vostri insegnanti e a tutti i vostri cari l’Apostolica Benedizione.                                     



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