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DISCORSO DI PAOLO VI
AD UN GRUPPO DI INTELLETTUALI MADRILENI

Sabato, 9 dicembre 1972

 

Siamo onorati della presenza di membri della cultura e dell’arte di Madrid, che hanno compiuto un viaggio aereo speciale a Roma, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di quella città, e li salutiamo con cordiale deferenza.

Tra le varie finalità del vostro soggiorno romano, cari Signori, avete voluto porre anche quella di unirvi al tradizionale omaggio del popolo romano all’Immacolata, la cui venerata immagine marmorea svetta sull’aerea colonna innalzata, a ricordo della proclamazione del dogma, nella splendida piazza, che dalla sede secolare dell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede prende nome dalla vostra Nazione. E a quest’atto delicato di pietà mariana, avete voluto aggiungere questa visita al Papa, a colui che, nella sua fragilità umana, ha la responsabilità di essere in terra il Vicario di Gesù Cristo, il Successore di Pietro.

Ci fa piacere rilevare questa così chiara componente di fede cristiana in rappresentanti del mondo culturale e artistico. Voi ben sapete che tra le due sfere non vi è, non vi può essere assenteismo, o ignoranza, o ostilità, anzi esse hanno bisogno l’una dell’altra. Il dissidio che si è potuto rivelare tra i due campi, specialmente in certi indirizzi della moderna civilizzazione, non ha potuto che essere tanto dannoso per entrambi. Forse la Chiesa non ha saputo trovare il linguaggio adatto per raggiungere gli uomini della letteratura e dell’arte; o forse questi hanno temuto di perdere la loro autonomia, aprendosi alla «verità che tanto ci sublima», la verità che ha fatto grandi e Agostino, e Dante, e Calderón, e Pascal. Un muro è parso talora alzarsi fra le due parti: ma tanti segni ci fanno sperare che si ritornerà all’antica armonia. Il Concilio Vaticano II ha avuto parole di grande rispetto per il vostro settore, dedicando alla cultura una particolare trattazione della «Gaudium et Spes»: ha ribadito che «la letteratura e le arti sono di grande importanza per la vita della Chiesa: esse cercano infatti di esprimere l’indole propria dell’uomo, i suoi problemi e la sua esperienza, nello sforzo . . . di scoprire la sua situazione nella storia e nell’universo, di illustrare le sue miserie e le sue gioie, i suoi bisogni e le sue capacità, e di prospettare una migliore condizione dell’uomo. Così possono elevare la vita umana» (Gaudium et Spes, 62).

Auspichiamo di cuore che ciascuno di voi, secondo i propri doni e la propria professione, dia sempre questo contributo positivo e stimolante alla elevazione e nobilitazione spirituale dei fratelli; sappiate che la Chiesa vi è vicina in questa grande opera, con la sua simpatia e col suo incoraggiamento.

Ne sia pegno la nostra Benedizione Apostolica, che di tutto cuore impartiamo a voi ed a quanti vi sono cari.

También queremos dirigiros un cordial saludo en español, agradeciéndoos paternalmente esta visita, que nos permite entrar en contatto con representantes de una cultura y de un arte, que son tradicionalmente reflejo palpitante de los más nobles sentimientos del espíritu humano. Os animamos a continuar en esa actitud de búsqueda, de apertura bacia nuevas formas de armonía, de constante sublimación, que lleva a descubrir el modelo de toda perfección, el Autor de la Bondad y de la Belleza, en cuyo nombre os impartimos de corazón una especial Bendición Apostólica.

                                   



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