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DISCORSO DI PAOLO VI AI PARTECIPANTI
AL CONVEGNO DEGLI ASSISTENTI E PRESIDENTI DIOCESANI
DELL'AZIONE CATTOLICA ITALIANA

Venerdì, 12 maggio 1972

 

A Voi, membri distinti della Presidenza Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana;

a voi, carissimi laici e sacerdoti, rispettivamente Presidenti e Assistenti diocesani, venuti da ogni parte d’Italia per il consueto Convegno Nazionale;

a voi il nostro saluto e il nostro ringraziamento per la gioia che ci procurate con la vostra visita.

L’odierno incontro offre a noi la possibilità di riattestare a tutta la grande famiglia dell’Azione Cattolica Italiana la fiducia che in essa riponiamo, la speranza che essa suscita nel nostro cuore, il conto che facciamo sulla sua disponibilità e collaborazione, affinché si attui l’animazione cristiana del mondo moderno. È questo l’incarico affidato dal Concilio Vaticano II al laicato cattolico (Lumen Gentium, 31; Apostolicam Actuositatem, 7); e questo forma lo slancio dei vostri cuori, l’intento della vostra attività, il nucleo segreto dei vostri programmi. Che sia realmente così, ce ne assicura il tema del Convegno, strettamente collegato con quello che formerà l’ossatura della catechesi capillare per il prossimo anno sociale, e cioè «Il cristiano e l’impegno nel mondo»; voi avete infatti considerato in primo luogo il ruolo dell’Azione Cattolica Italiana per l’animazione religiosa della società italiana. E, in questa luce, ne siamo certi, avrete confrontato con chiarezza e obiettività anche l’altro argomento, cioè la situazione associativa e organizzativa dell’istituzione, a un anno ormai dalla scadenza del triennio di sperimentazione del nuovo Statuto.

CONTINUITÀ DEGLI IDEALI

Ci vogliamo compiacere di cuore con voi - e specialmente con gli ideatori e con i maestri del Convegno - per questa rinnovata attestazione di consapevolezza della missione che l’Azione Cattolica ha nella società, come organizzazione di laici che vogliono vivere in piena coerenza la triplice ,missione sacerdotale, profetica e regale, che ha loro assegnato la teologia pastorale del Vaticano II. Così facendo, dimostrate di essere tuttora nella linea di assoluta continuità con gli ideali e con gli intenti, che hanno mosso l’Azione Cattolica Italiana nella sua storia ormai più che centenaria. Effettivamente, questo programma di animazione cristiana è stato il suo centro propulsore, fin dalle origini: sicché la vostra presenza, oggi, e il motivo che la giustifica, offrono a noi la lietissima occasione di fare pubblicamente l’apologia della storia dell’Azione Cattolica Italiana. Ci sembra doveroso, e lo è; infatti, questa magnifica opera, nei vari rami in cui si è articolata, col suo impegno di collaborazione con la Santa Sede e con l’Episcopato, con la sua chiarezza di vedute, con la fermezza dimostrata in momenti duri, ha offerto sempre un validissimo, insostituibile aiuto per la presenza operante della Chiesa nei diversi settori della vita italiana - a livello di parrocchie, di diocesi, di opere caritative, di iniziative sociali e civiche, ecc. - dimostrandosi così efficace continuatrice di quella «coordinazione alla Gerarchia Apostolica, che è sempre viva come ai tempi degli Apostoli, perché c’è sempre l’apostolato continuantesi nell’Episcopato», come opportunamente sottolineava il nostro Predecessore Pio XI (Discorso del 3 novembre 1929 ai Delegati Studenti e Aspiranti; cfr. L’Osservatore Romano, 4-5 novembre 1929).

«PREGHIERA, AZIONE, SACRIFICIO»

Apologia dunque della storia dell’Azione Cattolica; ed è quanto oggi riteniamo opportuno richiamare davanti a voi, e, per mezzo vostro, a tutta la comunità ecclesiale italiana. Apologia delle persone, anzitutto, che lasciarono una mirabile testimonianza di amore a Cristo e alla Chiesa, di integra vita di fede, di pietà, di disponibilità a pagare di persona; in una parola, che vissero con la convinzione e con l’esempio il grande e indimenticato motto: «Preghiera, azione, sacrificio». Sono i nomi dell’Avvocato Giovanni B. Casoni, di Bologna, pioniere in Italia di un’associazione cattolica a carattere nazionale; quelli del Conte Mario Fani e Giovanni Acquaderni fondatori, dopo una veglia eucaristica nella Chiesa di S. Rosa di Viterbo, come tutti sanno, della prima «Società della gioventù cattolica italiana»; e quelli, poi, via via, di Piero Panighi per gli Uomini, di Igino Righetti per i Laureati, di Armida Rarelli per la Gioventù Femminile, della Marchesa Giustiniani Bandini per le Donne di Azione Cattolica; di Toniolo, di Medolago Albani, di Dalla Torre, di Pericoli, di Corsanego, ecc. Accanto a loro, nascosti e forti ispiratori di grandi decisioni e di perseveranti propositi, ecco gli ecclesiastici che tanto diedero alla formazione e alla maturazione delle vostre schiere: Monsignor Radini Tedeschi, Monsignor Olgiati, Monsignor Pini, P. Gemelli, i Monsignori Cavagna e Sargolini e P. Caresana, e tanti e tanti umili e grandi sacerdoti, che compresero a fondo l’ora ch’essi vivevano, e si spesero totalmente, secondo il carisma ricevuto nell’ordinazione, per essere maestri e guide. Chi non ha qualche sua memoria di coloro che brillarono di particolari virtù, tanto da poter essere indicati come esempio trascinatore all’eroismo della vita cristiana?

SECOLARE VALIDITÀ DI UNA FORMULA

Ma accanto a quanti spiccarono per la particolarità della loro missione e dei loro compiti, sono da tener presenti le migliaia e migliaia di schiere fedeli che, formate alla scuola dell’Azione Cattolica, hanno costituito il tessuto connettivo della comunità ecclesiale italiana.

Ma, oltre alle persone, l’Azione Cattolica merita specialmente l’apologia per la sua formula, sperimentata in una più che secolare validità: essa infatti ha curato, fin dall’origine, la promozione e l’articolazione del Laicato nella Chiesa, precorrendo i tempi, e preparando, possiamo dire, quella magnifica fioritura che il Concilio Vaticano II ha portato con sé in questo campo dell’attività dei laici, dando piena fiducia ai laici, in tutti i settori della vita secolare, ove essi sono chiamati a dare testimonianza, «a guisa di fermento» (Lumen Gentium, 31).

L’Azione Cattolica italiana ha fatto molto in questo senso. Anzitutto, essa ha dato le direttive e favorito l’approfondimento di una ecclesiologia, nella quale i laici hanno compreso il posto che essi debbono assumere nella Chiesa; e questo, specialmente attraverso una autentica formazione spirituale, ancorata ai capisaldi della pietà eucaristica e della partecipazione cosciente alla Liturgia - ricordate le «Messe dialogate», primo avvio della odierna riforma liturgica? - ai capisaldi, ancora, della devozione mariana, della meditazione, dei ritiri spirituali, e di tutte le forme classiche destinate a fomentare la vita interiore.

TESTIMONIANZA AL VANGELO

L’Azione Cattolica, inoltre, ha favorito, con la sua formula, la animazione della comunità ecclesiale italiana, suscitando nei vari rami, in cui si raccolgono gli iscritti - dai piccoli agli adolescenti, ai giovani, agli adulti, nelle varie specializzazioni proprie della mentalità e della professione o del lavoro - una coscienza viva delle proprie responsabilità, del dovere dell’apostolato, della collaborazione alle opere parrocchiali, della multiforme attività sociale, della sensibilità missionaria, che a tutti incombe in forza del battesimo e della cresima, sacramenti che abilitano tutta la persona al servizio di Cristo.

E proprio per questo, l’Azione Cattolica, infine, ha preparato tutte queste schiere all’apostolato nel mondo moderno: le ha poste di fronte alle esigenze sempre crescenti, che la vocazione cristiana impone: e cioè dare testimonianza al Vangelo, penetrare come il lievito nella pasta cioè nel popolo e per infondere in esso il buon profumo di Cristo (Cfr. 2 Cor. 2, 15); prendere a cuore le ansie, le angosce, gli interrogativi dei propri contemporanei, viverne le esperienze, diventare ad essi solidali e amici, farsi tutto a tutti (Cfr. 1 Cor. 9, 22), per tutti conquistare a Cristo.

Non ci nascondiamo che da taluno, e in qualche momento, e anche tuttora, si è potuto mettere in dubbio la validità di questa formula; eppure i suoi risultati nel passato ne dimostrano tutta l’efficacia, e fanno comprendere come essa, opportunamente adattata alle necessità di oggi, sia tuttora pienamente adatta a sostenere l’apostolato dei Laici, voluto dal Concilio Vaticano II. Voi ne siete consapevoli : ce lo attestano le lodevoli iniziative di cui ci avete informato, specie di un rilancio dell’azione tra i ragazzi, della pastorale giovanile, della stretta collaborazione col clero, dell’azione catechistica capillare, ecc.

Vi ringraziamo della vostra buona volontà; e vi incoraggiamo a continuare su questa via, senza lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà e dalle incomprensioni. Cristo è con voi. La Vergine Santa avvalora i vostri sforzi. Abbiate fede! E l’Azione Cattolica continuerà, per mezzo vostro, e con la collaborazione generosa di tutti i suoi quadri, a compiere la sua magnifica missione.

Ve lo augura il Papa, che prega ogni giorno per voi, e tutti vi benedice con l’affetto più grande.

                                         



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