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DISCORSO DI PAOLO VI AGLI ALLIEVI
DELLE SCUOLE CENTRALI ANTINCENDI DI ROMA

Mercoledì, 3 ottobre 1973

 

Anche quest'anno abbiamo il piacere di sostare un poco con voi, prima di recarci all’udienza Generale, e di rivolgervi la nostra parola di elogio e di incoraggiamento, cari e bravissimi Allievi delle Scuole Centrali Antincendi.

Vi diciamo subito che vi siamo vicini, con l’affetto, con la preghiera, in questo periodo tanto importante della vostra vita, nel quale vi preparate con singolare impegno ad abilitarvi al servizio della società nella dura e rischiosa attività che sarà la vostra. Che abbiate scelto tale orientamento, nella prospettiva di mettere anche in grave pericolo la vostra esistenza per salvare quella degli altri, non solo dice che siete dei coraggiosi, degli ardimentosi che fanno getto di ogni calcolo umano, quasi per una baldanzosa sfida propria della generosità e un po’ anche dell’impulsività dei giovani; ma soprattutto fa capire che avete ben compreso che la vita vale in quanto è spesa per ideali superiori di altruismo, di dedizione, di protezione del bene comune; in una parola, per il bene, per l’amore del prossimo.

Voi avete sentito un’attrazione silenziosa per questa esigenza di donazione; avete pensato che così potevate dare un significato alla vostra giovane età, che potevate riuscirvi. E perciò sappiate - questo vogliamo dirvi - che in tal modo avete scelto un valore genuinamente evangelico, squisitamente cristiano, profondamente meritorio, poiché è l’attuazione forse inconscia, ma vera, di una precisa parola del Signore Gesù: «Non c’è amore più grande che dare la vita per i propri fratelli» (Cfr. Io. 15, 13).

Che questa attitudine si trovi anche oggi in tanti giovani, come ce lo attesta la vostra presenza ogni anno sempre tanto numerosa, ci dà motivo di compiacimento e di commozione. Ecco perché pensiamo a voi; ecco perché preghiamo per voi, affinché il Signore vi assista sempre, vi preservi da gravi pericoli, vi sostenga nelle vostre fatiche, alimenti il vostro spirito di sacrificio, e lo premi con la ricchezza di una ricompensa che non perisce. È l’augurio che vi rivolgiamo, unitamente a quello di una serena e volitiva preparazione alle responsabilità del domani, e ai compiti della vostra vita privata, per la piena riuscita di uomini e di cittadini.

In pegno di questi voti, tutti vi benediciamo di cuore.

                                        



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