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DISCORSO DI PAOLO VI
AGLI ANIMATORI DEL MOVIMENTO APOSTOLICO CIECHI

Sabato, 22 settembre 1973

 

Si rinnova oggi per noi la gioia dell’incontro, che ebbe luogo nel novembre del 1964, con i rappresentanti del vostro Movimento Apostolico Ciechi. State celebrando il V Congresso Nazionale, e avete desiderato di venire dal Papa, carissimi delegati dei numerosi Gruppi diocesani, riuniti a Roma dalle varie parti d’Italia. Vediamo in questo gesto un vero, genuino, commovente atto di fede: due terzi di voi, infatti, non possono vederci e, nella loro condizione, accettata con tanta dignità e serenità, rappresentano qui al vivo davanti a noi tutta la grande e prediletta schiera dei non-vedenti. Vorremmo che la nostra voce avesse tutte le sfumature, anche le più impercettibili, della tenerezza, dell’affetto, dell’ammirazione, del rispetto, dell’incoraggiamento, del conforto, per dirvi con quali sentimenti pensiamo a voi e a tutti i membri del Movimento Apostolico. E come rappresentante di Colui, che guarì tutte le umane infermità, e perciò pure la vostra, ed ebbe come segno distintivo della sua Messianicità anche il dono di far vedere i ciechi (Cfr. Is. 35, 5 s.; 61, 1; Matth. 11, 5; Luc. 18, 22), vorremmo che la nostra voce giungesse a voi come la Sua stessa voce, per dirvi e ripetervi tutto l’amore che Egli ha per voi, il significato di grazia e di comunione che il mistero della vostra sofferenza ha per tutta la Chiesa.

Nel Suo Nome vi diciamo grazie: grazie per la vostra testimonianza di fede cristiana, che, ne siamo certi, volete autenticamente vivere: grazie per la lezione di coraggio con cui, confidando nell’aiuto celeste, lottate nella vita per affermare la vostra personalità, i vostri diritti, i vostri doveri, uguali a quelli d’ogni altro cittadino; grazie soprattutto per quell’appellativo del vostro Movimento Apostolico, che dice tutto lo spirito con cui esso compie la sua preziosa opera pedagogica e formativa.

E ancora nel Nome di Gesù noi osiamo chiedere alla società che dia ogni appoggio e ogni avvaloramento alle vostre doti di persone, preparate ad assumere la propria responsabilità e il proprio posto nel mondo, per la realizzazione del bene comune; e invitiamo le Autorità, i cittadini, i fratelli nella fede a prodigarsi, secondo le loro possibilità, per aiutarvi sempre maggiormente in questo legittimo e doveroso inserimento nella vita sociale. In tal senso ci fa piacere apprendere che le preoccupazioni del Movimento vanno con particolare riguardo anche ai non vedenti dei Paesi in via di sviluppo, contribuendo con l’aiuto concreto, e col sensibilizzare l’opinione pubblica, a risolvere i gravi e spesso drammatici problemi di quei fratelli sofferenti.

Il Signore vi accompagni sempre nel vostro cammino quotidiano, che voi compite portando la croce con esemplare forza d’animo: sappiate che il Cristo vi è vicino, a infondervi la gioia e la serena fortezza della sua ineffabile presenza consolatrice, a sostenervi nei vostri generosi sforzi comunitari per il piene riconoscimento della vostra dignità umana e cristiana.

La nostra benedizione vuol essere un riflesso della sua, che tutti vi segna in un unico abbraccio di carità.

                             



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