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DISCORSO DEL SANTO PADRE PAOLO VI
AI PARTECIPANTI AL SIMPOSIO DI FILOSOFIA
DELLA COMPAGNIA DI GESÙ

Mercoledì, 14 settembre 1977

 

Carissimi Figli della Compagnia di Gesù!

Volentieri Vi accogliamo stamani nella nostra residenza, riservandovi un incontro diretto, che valga a dirvi la nostra benevolenza, la nostra stima, il nostro incoraggiamento.

Nella quasi totalità voi siete docenti di filosofia e responsabili degli studi filosofici negli Istituti ed Università del vostro Ordine. Grave e delicato è il vostro lavoro, grande la responsabilità che vi è affidata se si tien conto, soprattutto, della profonda ed incessante trasformazione culturale, che si sta verificando sotto i nostri occhi e che sembra investire e travolgere addirittura i valori fondamentali e le certezze supreme. In un contesto tanto mutevole che cosa potete voi fare? Meglio ancora: che cosa dovete fare, atteso il servizio che, in modo diverso eppur convergente, prestate alla causa della verità, alla formazione dei giovani, alla vostra Compagnia, alla Chiesa di Dio?

Per rispondere a tali domande dovremmo iniziare un lungo e, certo, non facile discorso, mentre dobbiamo limitarci, invece, ad un solo accenno. Attendete, Figli carissimi, con tutte le ricche energie di cui il Signore vi ha fatto dono ai vostri studi, tanto meritevoli di apprezzamento; approfondite i problemi che l’uomo si pone da sempre, ma che l’uomo contemporaneo, perché più scaltrito ed esigente o, forse, disincantato e scettico o, talora, orgoglioso per i traguardi raggiunti dalla tecnologia e dalle scienze fisico-matematiche, prospetta con più acuta sensibilità; lavorate - vi ripetiamo con Pascal - a ben pensare, consapevoli di poter svolgere così un autentico e fecondo apostolato intellettuale. Ma, poiché siete Religiosi preposti alla preparazione filosofica dei giovani, noi vogliamo far seguire a questa esortazione un’illuminante parola del Concilio Vaticano II: tenendo sempre presente l’alto fine pedagogico cui si indirizza la vostra attività, procurate che gli alunni, a voi affidati, siano anzitutto guidati dall’acquisto di una solida e armonica conoscenza dell’uomo, del mondo e di Dio, nella duplice prospettiva del patrimonio filosofico perennemente valido e delle moderne correnti di pensiero (Cfr. Optatam Totius, 15). È questo il peculiare ministero che la Chiesa attende con materna e ben riposta fiducia in voi; è questo l’orientamento che essa vivamente auspica negli studi in genere ed in quelli ecclesiastici in particolare, onde ne emerga, più efficace e probante, il nesso tra «argumenta philosophica» e «mysteria salutis» (Ibid.): a questo stesso ministero ed orientamento vi conforti la Benedizione Apostolica, che vi impartiamo di cuore ed estendiamo ai vostri Confratelli, collaboratori e discepoli.

                      



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