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DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
AL PERSONALE DEL PUBBLICO REGISTRO AUTOMOBILISTICO
DI ROMA E DELL'«AUTOMOBILE CLUB D'ITALIA»*

Sala del Concistoro - Domenica, 3 marzo 1957

  

Rispondiamo premurosamente al vostro desiderio, diletti figli, e nell'accogliervi oggi, vi ringraziamo degli attestati di fedeltà e di devozione, che Ci avete espressi con tanto fervore.

Ben sapete quanto vivamente partecipiamo alle sofferenze, alle gioie, ai lavori di tutti i Nostri figli, di quelli che vivono nelle più lontane regioni, come di quelli che sono a Noi più vicini e che abbiamo la consolazione di avere, per così dire, costantemente sotto gli occhi, in questa Città che è Nostra per vari titoli, soprattutto in virtù dell'officio pastorale, che il Signore si è degnato di affidarCi. Occorre forse dirvi quanto Noi apprezziamo questi incontri, non motivati da alcuna circostanza straordinaria, ma tutti impregnati da un carattere intimo e familiare? Essi vogliono essere come un dialogo tra i figli e il Padre, che veglia su di voi e coglie volentieri questa occasione per manifestarvi tutto il suo affetto e la sua benevolenza.

Come impiegati del « Pubblico Registro Automobilistico di Roma », voi gestite, negli uffici dell'« Automobile Club d'Italia » per conto dello Stato alcuni servizi di pubblica utilità, allo scopo di costituire un sistema di pubblicità per i rapporti di carattere giuridico-patrimoniale inerenti agli autoveicoli, e di provvedere alla riscossione delle tasse di circolazione e di « vidimazione » annuale delle patenti di guida. Lo sviluppo dei trasporti automobili ha portato la formazione di una rete di relazioni giuridiche nuove, aventi per oggetto la proprietà di quei veicoli. Nel 1927 fu istituito un officio speciale di registrazione delle ipoteche da cui essi possono essere gravati, specialmente nel caso così frequente di una vendita con pagamento rateale o parzialmente dilazionato. In questo settore particolare voi contribuite ad assicurare il rispetto del diritto e mantenete così le basi necessarie di una attività commerciale importante.

Voi adempite certamente le vostre funzioni con coscienza ed esattezza; e ciò non soltanto per piacere agli uomini, per meritare la loro stima e la giusta ricompensa del vostro lavoro; voi volete piuttosto col fedele compimento del vostro dovere cooperare, per quanto è da voi, al bene comune, all'ordine e alla sicurezza, alla pace interna della società e dello Stato. In tal modo obbedite a un pensiero più alto, a un ideale ben al di sopra delle fugaci soddisfazioni terrene. Poiché voi siete non solamente membri di una società civile, di una nazione alla cui prosperità contribuite, ma anche di una società spirituale, la Chiesa, nella quale siete entrati col battesimo e che ad ogni istante si china su di voi per aiutarvi ad imprimere uno spirito nuovo in tutte le vostre attività, nella vostra vita familiare, nelle vostre relazioni sociali. Non si tratta unicamente di compiere con maggiore accuratezza azioni soltanto umane, ma di indirizzarle al servizio di Dio con la sua grazia e per conquistare un regno che non è di questo mondo.

La costante sollecitudine della Chiesa è di creare fin da ora nei suoi figli le disposizioni che dovranno avere al momento in cui saranno ammessi a vedere il Signore a faccia a faccia e a vivere eternamente dinanzi a lui. Pensate voi talvolta a quanto vi è in ciò di straordinario e quanto le maggiori ambizioni umane siano lontane dal raggiungere il santo ardire della Chiesa che vi propone un tal fine? E sentite mai il giusto orgoglio di appartenere a questa coraggiosa falange, che attraverso i secoli ha tenuto testa ai più violenti uragani del paganesimo antico e moderno, per conservare intatto quell'ideale, per custodirlo puro da ogni contaminazione e da ogni perversione, e per trasmettere di età in età integro il messaggio di Cristo?

Oggi è come in passato. A voi, come ai cristiani di un tempo, eroi di santità, testimoni del regno di Dio al quale aspiravano, e che avevano conquistato col loro sangue e con la purezza della loro vita, spetta lo stesso dovere : essere i figli fedeli di Dio e della Chiesa nel mondo presente quale esso è, con tutto ciò che contiene di bene e di male, di vero e di falso, in mezzo alle seduzioni dei mirabili progressi della scienza, ma anche delle vane promesse di dottrine filosofiche e politiche, che pretendono di assicurare la pace disprezzando ogni religione, mentre non riescono che ad imporre a popoli intieri la completa schiavitù e il Gesù Cristo ha preveduto le inquietudini dei suoi. Li ha esortati alla pazienza, rivelando i suoi divini disegni in una parabola ben nota, quella del grano e della zizzania. « Signore, non hai tu seminato il buon seme nel tuo campo? » domandano i servi al padrone di casa. « Come mai dunque vi è la zizzania? ». Ed egli a loro: « Deve averlo fatto un nemico ». Soggiungono i servi: « Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? ». « No » risponde, « affinché nel raccogliere la zizzania, non sradichiate insieme con essa il grano. Lasciateli crescere l'uno e l'altra fino alla mietitura... » (Matth. 13, 27-30), vale a dire fino al giorno in cui Dio chiamerà gli uomini per domandare conto della loro vita. Intanto, nonostante le molte ingiustizie, divisioni, sofferenze, si tratta di far trionfare in voi stessi e intorno a voi la bontà, l'umiltà, la dolcezza, la pazienza (cfr. Col. 3, 12) e tutte quelle virtù cristiane, che rischiarano con la loro tranquilla e penetrante luce i focolari, i gruppi, le società, che hanno accolto il messaggio del Vangelo e vogliono farlo fruttificare. La Chiesa si adopera con l'insegnamento dei suoi Pastori, coi sacramenti, con le istruzioni e con tutte le opere che essa ispira, di unire più strettamente i suoi figli fra di loro e con Cristo; li incoraggia a proseguire una azione lunga ed ardua, una lotta costante contro gli errori e le malvagità, uno sforzo tenace perché apparisca già su questa terra qualche raggio della carità divina, della sua potenza di redenzione e della sua vittoria sul male.

Tocca a voi, diletti figli, di mostrarvi tali nella vostra famiglia, nel settore della società ove esercitate le vostre attività professionali, in tutti i ceti in cui godete di qualche influsso. Che la profondità della vostra vita cristiana, la sincerità della vostra unione con Dio, la obbedienza e la fedeltà verso i suoi rappresentanti, il vostro senso di fraternità cristiana ed umana, facciano di voi in ogni circostanza, in prospera ed avversa fortuna, nella gioia e nella pena, testimoni convinti della fede che è la vostra forza e la vostra consolazione.

Noi abbiamo fiducia che la Nostra esortazione troverà nei vostri cuori un eco profondo e che, secondo il Nostro invito, conoscendo più chiaramente ciò che Gesù Cristo e la Chiesa attendono da voi, vi studierete di attuarlo con accresciuto coraggio e un impulso più generoso. 


*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XIX,
Diciannovesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1957 - 1° marzo 1958, pp. 5-7
Tipografia Poliglotta Vaticana

   



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