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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AL CONGRESSO DELLA SOCIETÀ "KOLPING"

 

Cara comunità “Kolping”,
Cari fratelli e sorelle!

Saluto cordialmente voi tutti che partecipate al congresso internazionale di Innsbruck, da voi posto sotto il motto: “Insieme con Kolping costruire ponti”.

I ponti uniscono ciò che è diviso; superano abissi e vallate. I ponti rendono possibile di oltrepassare i fossati: i fossati tra Dio e l’uomo, i fossati tra uomo e uomo. Il mondo diviso di oggi invoca in molti modi i costruttori di ponti.

Il fondatore della vostra opera ha eretto tali ponti. In un’epoca in cui le inquietudini rendevano insicura la vita sociale e religiosa, egli gettò dei ponti, per mezzo dei quali gli uomini potessero trovare Dio. Contro gli sconvolgimenti nell’economia e nella politica, progettò ponti per l’unione tra la chiesa e la società; ponti tra i diversi strati sociali; ponti della comprensione tra popoli e razze. In tal modo egli realizzò quello che il Concilio Vaticano II ha descritto come compito e autocomprensione della chiesa, che è chiamata “segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen Gentium, 1).

Adolf Kolping ha trovato nella chiesa la sua fede profonda e nello stesso tempo aperta verso il mondo: senza riserve confidava nella provvidenza divina; ogni persona e ogni cosa sapeva metter al sicuro nelle mani del Padre. Dice egli stesso: “Il braccio di Dio giunge molto più in là di quello che noi possiamo pensare”. La chiesa era per lui anche il luogo dove la medesima fiducia in Dio deve essere donata agli altri. Perciò il suo primo insegnamento per noi è il seguente: riconosci con amore Dio e sérvilo, perché è il Signore. Veramente un insegnamento di vita per ogni membro della comunità Kolping; veramente una parola d’ordine per chiunque, come apostolo laico, vuole mostrare agli altri la strada verso la felicità umana e verso la salvezza eterna.

Una simile unione con Dio non impedisce mai l’impegno per gli uomini. Pertanto non fa meraviglia che il sacerdote Adolf Kolping sia diventato padre degli apprendisti e degli artigiani. In appena vent’anni di vita sacerdotale pose il fondamento spirituale e organizzativo di una comunità educativa e formativa, che oggi come Opera internazionale Kolping vuole essere presente per il bene degli uomini in tutti i continenti del mondo.

L’Opera Kolping, fin dalle sue origini storiche, è diffusa più fortemente nei prosperi paesi industrializzati del vecchio continente. Oggi questi paesi sono contrassegnati in modo particolare dall’angoscia per il futuro e dal materialismo pratico. E nessuno può ignorare che anche i cristiani sono stati contagiati da questa mentalità; molti cristiani si preoccupano anzitutto del proprio benessere, di ciò che possiedono e del divertimento. Siate consapevoli di questo pericolo! Con una tale mentalità egoistica e con la bramosia dell’avere l’uomo costruisce, come dice Adolf Kolping, “barricate attorno al suo cuore”.

Non stancatevi dunque, cari figli di Kolping, di tener desto negli adolescenti la fiducia verso il Padre celeste e il senso dei valori spirituali. Solo Dio è il Signore del futuro. Egli può toglierci la paura e per suo mezzo la nostra vita può acquistare una serena tranquillità. Invece di preoccuparvi eccessivamente di voi stessi, impegnate ulteriormente i vostri ricchi mezzi e la vostra fantasia per i vostri fratelli che sono in necessità, soprattutto per la formazione degli operai nei paesi in via di sviluppo. Già da tempo con questo prezioso contributo siete a fianco di quelli che combattono contro l’ingiustizia sociale nel mondo e lottano perché il divario tra i paesi più ricchi e quelli più poveri non diventi sempre più grande.

Vorrei inoltre incoraggiarvi a dare ulteriormente, nei vostri progetti e programmi, l’alto posto che le spetta all’autentica tradizione della vostra Opera al servizio della famiglia. Le esperienze di ciascuno di noi e le ricerche scientifiche dimostrano quanto benefici siano gli effetti dell’ambiente familiare sulla salute spirituale di un bambino e di un adolescente. Nessun’altra scuola è più adatta a trasmettere l’amore di Dio e del prossimo, come il vivo esempio dei genitori e dei parenti. Perciò vorrei che vi stessero particolarmente a cuore le parole da me pronunciate nella mia lettera apostolica: dovete “prestare un amore speciale verso la famiglia. È un compito concreto e vincolante” (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 86).

Cari amici della famiglia Kolping, estesa in tutto il mondo, se pongo davanti ai vostri occhi questi traguardi, lo faccio anzitutto per confermarvi sul vostro cammino. Conosco l’alta stima che avete per il matrimonio e per la famiglia cristiana; i vostri sforzi per l’istruzione e la formazione permanente dei giovani, la vostra cura per i disoccupati. Mi è ben noto il molteplice aiuto della vostra associazione a favore delle persone che si trovano in necessità. Sono informato sullo straordinario impegno dell’Opera Kolping a livello internazionale nell’ambito degli aiuti per lo sviluppo delle persone e dei popoli del Terzo mondo. Mi rallegro soprattutto per la diffusione benefica dell’Opera Kolping in questi Paesi. Incoraggio cordialmente tutti quelli che, nello spirito del vostro fondatore, con pazienza e costanza si dedicano colà, spesso in difficili condizioni, alla qualificata formazione e alla promozione dei lavoratori e delle loro famiglie.

La mia sincera preghiera per voi è che possiate crescere a misura della profondità di fede e della forza di testimonianza del vostro fondatore. Sarete allora degli apostoli, come Cristo si aspetta: mediante il vostro essere e il vostro operare potrete conquistare sempre più numerosi membri della chiesa e persone di buona volontà, perché aderiscano agli ideali significativi e sempre attuali di Adolf Kolping. Per questo scenda su di voi, che vi siete riuniti a Innsbruck, sui membri della vostra associazione in tutto il mondo, come pure sulle vostre famiglie, la benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo.



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