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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CAPITOLARI DELLA CONGREGAZIONE DEI FRATELLI
DELL'ISTRUZIONE CRISTIANA DI PLOËRMEL

 

Al Reverendo
Fratello Bernard Gaudeul,
Superiore generale dei Fratelli dell’Istruzione Cristiana

In occasione del vostro Capitolo Generale, sono felice di esprimere a Lei, ai Capitolari e a tutti i Fratelli dell’Istruzione Cristiana la grande stima che nutro per la vostra Istituzione e la vostra vocazione di religiosi educatori.

Generazioni di Fratelli hanno saputo mettere in alto il carisma specifico forgiato sotto la vigorosa ispirazione lei vostri fondatori, il venerabile Jean-Marie de La Mennais e l’Abate Gabriel Deshayes. Oggi, i vostri incontri vi permettono di tracciare gli orientamenti necessari a portare avanti la vostra missione in f unzione della situazione attuale.

Una delle grandi ricchezze della vostra condizione è quella di unire strettamente la vita del religioso con un attività professionale che si integra nei vostri compiti propriamente ecclesiali. Non potete separare dalla vostra consacrazione personale l’esercizio competente delle vostre funzioni educative. Si tratta di un contributo insostituibile dei Fratelli che insegnano nella Chiesa.

Oggi, siete chiamati spesso a vivere in un ambiente meno omogeneo che nel passato e, in più di un paese in cui operate, la vostra testimonianza si rivolge a generazioni di giovani che ricevono solo un minimo sostegno da parte del loro ambiente d’origine per accedere ad una fede viva. Questa situazione vi richiede uno sforzo pedagogico indubbiamente rinnovato, affinché il messaggio cristiano e i valori umani e morali fondamentali possano essere presentati in maniera convincente e i giovani li accolgano vivendoli in una società dove sono a volte costretti a camminare controcorrente.

Comunque, la prima esigenza per voi è quella di essere degli autentici consacrati. Nella vita delle comunità fraterne che formate, trovate, assieme alla forza di essere fedeli alla vostra vocazione, quella di essere dei testimoni come Cristo li ha voluti. Rivolgendomi a voi alla vigilia del triduo pasquale, mi vengono in mente le parole di Gesù nel Cenacolo: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”(Gv 13, 35). Significa ricordare con una parola che un servizio ecclesiale è automaticamente fondato solo sulla comunione d’amore dei discepoli in Cristo.

La vostra vita religiosa comunitaria, così come il vostro inserimento nelle Chiese particolari dei paesi in cui vivete, sono una fonte essenziale affinché siate gli evangelizzatori di cui i giovani hanno bisogno. Il vostro modo di donarvi al Signore per gli uomini che egli ama, attraverso una vita di castità, di povertà e di obbedienza, conta senza dubbio tanto quanto le migliori tecniche pedagogiche per la trasmissione del messaggio cristiano di cui avete l’incarico. Infatti, gli uomini del nostro tempo, e in particolare i giovani, sono spesso più sensibili alle testimonianze che agli insegnamenti. Che si vedano in voi, attraverso la vostra apertura di spirito, il vostro senso di accoglienza e la semplicità della vostra vita, degli uomini abitati dalla presenza vivificante del Redentore e animati dalla speranza che non delude!

Il carisma della vostra Congregazione vi ha portato a fondare numerose scuole. Continuate a dare a queste istituzioni il meglio di voi stessi affinché rappresentino dei veri punti di riferimento per i giovani e per le loro famiglie. Siate creativi per assicurare un’animazione dinamica delle comunità educative, affinché siano percepite come luoghi privilegiati in cui la Chiesa svolge la sua missione di risveglio della fede e di testimonianza dell’immenso rispetto per la persona umana chiamata a crescere sotto lo sguardo di Dio.

So che di preferenza la vostra preoccupazione è quella di mettervi al servizio dei più poveri e ne sono contento. Grazie alla vostra disponibilità, siate accoglienti verso tutti, lì dove vi trovate. Coinvolgete nel vostro apostolato gli insegnanti che collaborano con voi, i vostri alunni, le loro famiglie o altri cristiani che condividono il vostro impegno di educatori e di evangelizzatori.

Cari Fratelli, fin dalle origini, la vostra Congregazione ha avuto una parte importante nella missione “ad gentes”. Giovanissimi, i Fratelli partivano per mettersi al servizio dei popoli che incominciavano a ricevere la Buona Novella di Cristo. Oggi proseguite con generosità questa presenza missionaria. La gratitudine della Chiesa è grande nei confronti dei religiosi, dediti fino al limite delle proprie forze, i quali contribuiscono in questo modo a rafforzare le giovani Chiese e allo sviluppo di molte nazioni, grazie alla formazione di bambini e adolescenti. Apprezzo vivamente il fatto che abbiate risposto a nuovi appelli nonostante siate diventati meno numerosi.

Un capitolo generale è l’occasione non solo di adeguare, di rivedere l’organizzazione e i modelli di vita, ma anche e soprattutto di riprendere coscienza dell’unità profonda di una vocazione, della sua ragion d’essere, del suo inserimento nella missione della Chiesa così come si esprime in questa epoca. Penso anche ai Fratelli più anziani, numerosi fra di voi. E' opportuno riconoscere il loro ruolo specifico, affidare loro forse compiti nuovi, con la saggezza che deriva loro dall’esperienza e dalla vita spirituale, essi esercitano certamente un’influenza benefica sulla vita di tutta la Congregazione.

So che vi preoccupa il momento del passaggio. Non trascurate alcuno sforzo per rendere i giovani attenti alle ragioni profonde per cui consacrarsi al servizio del Signore nella vita religiosa. Non esitate a proporre ai giovani cristiani aperti al servizio degli altri e consapevoli della necessità di vivere effettivamente la solidarietà fra gli uomini di uno stesso paese o di paesi diversi, quel genere di vita che vi rende profondamente felici. Con il vostro entusiasmo fate scoprire loro la gioia di donarsi totalmente a Cristo, in una comunità religiosa, per meglio condividere i doni di Dio e annunciare il Regno futuro.

Con Lei, Fratello Superiore generale, e con i Fratelli capitolari, invoco lo Spirito del Signore affinché guidi le vostre scelte e sostenga coloro cui darete l’incarico di guidare la vostra Congregazione. In questo tempo di celebrazione del mistero della morte e della Risurrezione di Cristo Salvatore, vi concedo, così come a tutti i vostri Fratelli, la mia affettuosa benedizione.

Dal Vaticano, 28 marzo 1994.

IOANNES PAULUS PP. II



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